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Truffe online, come evitarle

Crescono gli acquisti online, ed è una buona notizia, ma di contro cresce l’eventuale rischio delle truffe per i consumatori che decidono di acquistare tramite e-commerce. Per scongiurare pericoli è bene seguire alcune indicazioni ad hoc così da evitare di cadere nei tranelli della rete.

Il mercato dell’e-commerce è in netta espansione, secondo l’Osservatorio ecommerce b2c-Consorzio Netcomm del Politecnico di Milano, nel 2019 gli acquisti online degli italiani continuano a crescere e superano i 31,5 miliardi di euro, un +15% rispetto al 2018, anno in cui sono arrivati a 27,5 miliardi.
Come proteggerci quando facciamo shopping online? La polizia postale indica alcuni accorgimenti da seguire.

1 Utilizzare software e browser aggiornati
Il primo step per acquistare in sicurezza è avere sempre attivo antivirus aggiornato all’ultima versione sul proprio dispositivo informatico. Gli ultimi sistemi antivirus (gratuiti o a pagamento) danno protezione anche nella scelta degli acquisti su internet. Per una maggiore sicurezza online, inoltre, è necessario aggiornare all’ultima versione disponibile il browser utilizzato per navigare perché ogni giorno nuove minacce possono renderlo vulnerabile.

2 Preferire siti certificati o ufficiali
Online si trovano ottime occasioni, ma quando un’offerta è troppo conveniente rispetto all’effettivo prezzo di mercato del prodotto, potrebbe essere un falso. È bene acquistare su vetrine online di grandi catene già note (sicure in termini di pagamento e affidabili per l’assistenza, la garanzia sul prodotto acquistato e la spedizione). In caso di siti poco conosciuti si può controllare la presenza di certificati di sicurezza quali Trust Verified/ VeriSign Trusted che permettono di validare l’affidabilità del sito web.

3 Leggere i commenti e i feedback di altri acquirenti
Prima di procedere con l’acquisto del prodotto scelto, è buona norma leggere i feedback pubblicati dagli altri utenti e leggere le informazioni sull’attendibilità del sito attraverso i motori di ricerca, sui forum o sui social, considerando che le allerte sui siti truffaldini circolano velocemente.

4 Su smartphone o tablet utilizzare le app ufficiali dei negozi online
Se si sceglie di acquistare da grandi negozi online, il consiglio è quello di utilizzare le app ufficiali dei relativi negozi, senza passare da siti terzi.

5 Utilizzare carte ricaricabili
Per la transazione d’acquisto servono pochi dati, come il numero di carta, la data di scadenza della carta e il codice di sicurezza riportato sul retro, ulteriori dati personali (numero del conto, pin o password) devono mettervi in allarme. Al momento di concludere l’acquisto, l’icona del lucchetto chiuso in fondo alla pagina o della scritta “https” nella barra degli indirizzi sono ulteriori garanzie sulla riservatezza dei dati inseriti nel sito. È consigliato usare una carta ricaricabile per fare transazioni online, con disponibilità economica limitata.

6 Le trappole del phishing e/o dello smishing
Con phishing o smishing ci si riferisce alla rete di quei truffatori che attraverso mail o sms contraffatti richiedono di cliccare su un link che rimanda a una pagina web trappola, da cui riusciranno a rubare informazioni personali quali password e numeri di carte di credito per scopi illegali.

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E-commerce, in Italia sono attive 20mila aziende

Tutto si evolve, anche i modelli di business. In Italia continua a crescere il numero di imprese che stanno puntando sull’e-commerce: attualmente sono quasi 20mila, il che si traduce in un più 70 % rispetto al 2014.
A dirlo è un’analisi realizzata dalla Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, prendendo in esame i dati del Registro delle imprese.
Gli imprenditori che scommettono sull’e-commerce sembrano evitare il rischio di abbassare per sempre la saracinesca, visto che le attività commerciali tradizionali, con il negozio dedicato al retail, tendono a chiudere.

Nell’ultimo decennio, secondo Confcommercio, ammontano a 63mila i negozi che cessato l’attività, soprattutto quelli nei centri storici delle città. Prospettive rosee ci sono invece per le vendite online, che attirano sia le nuove generazioni sia gli imprenditori nati all’estero: è di questi ultimi una società su dieci, con un raddoppio rispetto a cinque anni fa.

Per quanto riguarda la distribuzione sul territorio, Roma la capitale delle aziende per numero di attività nel settore, poco più di 1700, cui seguono Milano con quasi 1600 imprese, Napoli (quasi 1500) e Torino (800); sul fronte occupazione, invece, il maggiore numero di addetti si registra a Milano (5mila), seguita da Perugia. Per tutti l’obiettivo è lo stesso e cioè conquistare una quota di quei 30 miliardi che a fine anno rappresenteranno il valore delle vendite online Bc in Italia.

Al dato positivo dell’aumento dell’e-commerce corrisponde un trend spiacevole: l’aumento delle controversie che possono sorgere tra venditori e compratori online. In questi casi, le parti possono utilizzare RisolviOnline, servizio di risoluzione delle controversie online della Camera Arbitrale, azienda speciale della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, accreditata a livello di Unione europea così da poter comprare con tranquillità e sicurezza.

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Ecommerce luci e ombre del contesto nazionale

L’ecommerce è il presente e sappiamo che farà parte del futuro, in un crescendo di conquiste di nuove fette di mercato.

Nel 2019 gli acquisti online degli italiani aumenteranno del 15%, oltre i 31,5 miliardi di euro, grazie al traino dei comparti informatica ed elettronica (+18%), abbigliamento (+16%), arredamento & home living (+26%), food & grocery e turismo: è quanto emerge da un’indagine dell’Osservatorio eCommerce B2C-Consorzio Netcomm/School of Management del Politecnico di Milano, presentata nella città meneghina.

A frenare l’entusiasmo c’è un però, ossia la quota di popolazione che in Italia compra online è la più bassa in assoluto in Europa, con il 44% contro il 68% della media europea, nonostante ci sia il maggior numero di cittadini che possiedono uno smartphone. Inoltre, solo il 10% delle imprese nostrane vende i prodotti online a causa della scarsa capacità di applicare le tecnologie disponibili per rafforzare il proprio business.

Lo scenario globale delle vendite online ha messo la quinta, mentre in Italia di sta ancora ingranando la terza, ad esempio la Cina nel 2018 ha raggiunto un volume di affari a 633,9 miliardi, con crescita futura stimata di 1095,5 miliardi al 2023, gli Usa arriveranno tra 4 anni a 740,4 miliardi e l’Europa a 515 miliardi.

I consumatori, anche gli italiani, vanno online per cercare informazioni sui prodotti da acquistare, per concretizzare l’acquisto, pagare, farsi recapitare a casa l’articolo scelto oppure ritirarlo in negozio. Il punto vendita digitale è percepito come complementare rispetto al negozio fisico, con quest’ultimo che è decisivo per il 18,4% degli acquisti, a conferma del fatto che c’è integrazione tra canale fisico e online.

Il 30-40% degli e-shopper nel mondo – secondo il quadro dipinto dall’indagine Netcomm – si aspetta prodotti, contenuti, esperienze personalizzati in tutti i settori degli acquisti e semplicità nel processo di pagamento. Lo smartphone avrà un ruolo sempre più determinate perché usato da coloro che hanno fretta e non vogliono aspettare di collegarsi al pc. Di conseguenza le aziende dovranno investire di più in digital marketing per farsi conoscere.

La strada è tracciata: l’ecommerce nel mondo cresce, anche se in Italia si è ancora indietro, tuttavia i consumatori amano fare acquisti online quindi bisogna iniziare a utilizzare tutti gli strumenti tecnologici disponibili per raggiungere il consumatore, emozionarlo durante l’acquisto, semplificare le modalità di pagamento e implementare la velocità di consegna a domicilio.

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E-commerce italiano, velocizzati i tempi di recapito

È sprint l’ecommerce in Italia: le consegne sono aumentate del 30% e si è ridotto di un giorno il tempo di consegna della merce.
Il quadro emerge dall’Osservatorio Spedizioni eCommerce Italia pubblicato da Qapla’ ed è basato sull’analisi dei volumi generati da un campione rappresentativo di 350 venditori online nei principali settori merceologici: elettronica, fashion, food, wine, farmaceutica e cosmesi, home, gioielli, forniture b2b, accessori, libri e scarpe.

Sono state monitorate le spedizioni gestite con 100 corrieri nazionali e internazionali, comprendendo gli ordini ricevuti su tutti i principali marketplace mondiali (Amazon, eBay, ePrice, Privalia, Spartoo, Cdiscount, ManoMano)

Nel primo trimestre dell’anno in corso si è registrato un aumento delle spedizioni del più 29,84%, rispetto allo stesso periodo del 2018, mentre il tempo medio di consegna a destinazione è di 2,4 giorni circa invece che 3,35 giorni.

La crescita dell’eCommerce in Italia è uno dei fenomeni più rilevanti degli ultimi anni. Come registrato dal “Rapporto eCommerce B2C 2018” il nostro Paese ha prodotto il maggior aumento percentuale di fatturato tra le principali nazioni europee nello scorso anno e questo significa che sta crescendo, anche se senza fretta.

Le vendite dei merchant italiani ammontano per il 2018 a 27,4 miliardi di euro, con un aumento del 16% rispetto al 2017, di contro c’è un potenziale ancora non espresso considerando che è pari al 6,5% la penetrazione eCommerce sul Retail, a differenza di Gran Bretagna, Germania e Francia, dove il mercato online è più maturo, con penetrazioni, rispettivamente, del 19%, 15% e 14% (dati: Osservatori Digital Innovation). Gli esperti del settore prevedono che in Italia questo mercato crescerà ancora, con un relativo aumento del numero di spedizioni.

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E-commerce: in un decennio sono triplicate le aziende che vendono online

In Italia negli ultimi dieci anni c’è stato un boom di aziende che hanno alzato le loro saracinesche virtuali per superare il generale trend di crisi dei consumi. L’offerta va dall’abbigliamento ai cosmetici, dall’arredamento e design agli articoli per bambini o per la pesca, poi auto, moto, casalinghi, food, biciclette, parquet, prodotti farmaceutici, libri, occhiali, giocattoli fino alle “piante di acqua dolce” e ai sistemi di allarme. Alla fine di dicembre 2018 le imprese attive nella vendita al dettaglio su internet hanno superato le 20mila unità, triplicando il numero di quelle esistenti alla fine del 2009.

A inquadrare il fenomeno arrivano i dati elaborati da InfoCamere e Unioncamere – sulla base del Registro delle imprese delle Camere di commercio – secondo cui il moltiplicarsi delle imprese di vendita via internet (circa 14mila imprese in più in dieci anni) è riuscito più o meno a compensare la contrazione di operatori che, nello stesso periodo, ha caratterizzato l’intero settore del commercio al dettaglio (diminuito di oltre 16mila unità).

Confrontando il segmento delle vendite web con mondo del commercio tradizionale, tra il 2009 e il 2018 le imprese della vendita al dettaglio attraverso internet sono infatti aumentate di circa il 24% l’anno, di contro l’insieme del settore del commercio al dettaglio ha “perso” circa il 2% delle imprese. Il web offre numerose opportunità che hanno stimolato in particolare gli imprenditori del Sud. I dati mettono nero su bianco che se in termini assoluti le regioni a più alta crescita sono state Lombardia, Campania e Lazio, in termini relativi quelle che sono cresciute a ritmo più sostenuto sono state Campania, Abruzzo e Calabria (tutte oltre la media del 35% all’anno), seguite da Puglia, Basilicata e Sicilia con aumenti medi superiori al 25% in ciascuno dei dieci anni considerati.

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