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Consegne pacchi: droni postino in arrivo

Non sappiamo se in futuro i droni saranno davvero protagonisti nella consegna dei pacchi, ma ci sono delle novità che non passano inosservate.

Amazon, durante la conferenza re:Mars (Machine learning, automation, robotics and space) il 5 giugno a Las Vegas, ha presentato il suo drone per spedizioni di pacchi di piccole dimensioni e tra pochi mesi la tecnologia potrebbe essere disponibile tra le modalità di spedizione per i clienti del sito. Stando alla presentazione video, decolla e atterra verticalmente come un elicottero e può consegnare un pacco di circa 2,5 chili in un raggio di circa 15 chilometri in circa mezz’ora; è dotato di alcune telecamere termiche, di sensori ottici e di computer di bordo per  muoversi evitando qualsiasi tipo di ostacoli statici e in movimento. I pacchi da trasportare vengono custoditi nella fusoliera posizionata al centro, facilmente raggiungibile dal cliente, insomma non manca nulla.

E proprio facendo leva sui numerosi dettagli di questo drone, Amazon cui spera di ottenere l’approvazione della Federal Aviation Administration (Faa), l’ente americano che si occupa di regolamentare il traffico aereo.
La scelta delle consegne con i droni rientra nel programma di consegne veloci denominato Prime Air, ma ad oggi non si conoscono le specifiche di questa nuova eventuale modalità di consegna.
Amazon non è la sa sola azienda a investire in questa tecnologia, Google di recente ha sperimentato “Project Wing”, un servizio di consegna con droni in Finlandia e in Australia,  Ups ha testato la consegna con drone in Florida, mentre FedEx e Ford stanno puntando sui robot per le consegne dell’ultimo miglio. Insomma, il futuro delle consegne è tutto da scrivere.

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Ultimo miglio, le soluzioni futuristiche che danno da pensare

Tutto si evolve, cambia, si trasforma, migliora col tempo. Le consegne dei pacchi non sono immuni all’avanzare del futuro.
Come saranno a medio o lungo temine? Di sicuro più tecnologiche, non a caso varie aziende hanno iniziato a progettare soluzioni più o meno praticabili.

Tra le ultime trovate spicca quella del cane-robot che diventa postino; un’azienda tedesca ha presentato al Consumer electronic show di Las Vegas, un sistema di delivery basato su veicoli a guida autonoma e robot dalle sembianze canine. A portare i colli a destinazione saranno veicoli a guida autonoma capaci di trasportare uno o più robot postini così da gestire gli ultimi metri nella catena logistica di consegne di articoli e pacchi. L’obiettivo sarebbe arrivare a un sistema di consegne del tutto automatizzato e questi cani robot dovrebbero essere in grado di aprire porte, salire le scale, raggiungere la porta del destinatario della consegna, suonare il campanello e infine consegnare il pacco fissato alla sua schiena.

In attesa di capire se la robotica entrerà nel settore delle consegne a domicilio, ci sono degli aggiornamenti sul fronte droni.
Il Wall Street Journal evidenzia delle problematiche: il rumore è molesto. Che fosse previsto o no, questo è un limite non di poco conto. A Bonython, in Australia, sono in corso degli esperimenti quotidiani per l’utilizzo di droni nelle consegne di alcuni prodotti e gli abitanti stanno sollevando polemiche perché gli apparecchi fanno rumore quando sono in attività. I problemi riguarderebbero anche gli amici a quattro zampe, considerando che i rumori dei droni spaventerebbero i cani tanto da spingere i loro padroni a non frequentare un’associazione cinofila situata nei pressi dell’area in cui è in corso il test.
I droni, nelle intenzioni delle aziende che ci stanno scommettendo, sono destinati a rivoluzionare il mondo delle consegne, velocizzandone i tempi e riducendone i costi. Ma al momento stanno dividendo i cittadini di Bonython, dove si stanno svolgendo gli esperimenti.

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Consegna pacchi tramite droni: realtà o fantasia?

Ai mezzi che consegnano pacchi è richiesta sempre più flessibilità, efficienza ed emissioni tendenti a zero, in particolare nell’ambito “ultimo miglio” delle aree urbane.Tra le soluzioni che guardano al futuro c’è la consegna tramite droni, che da alcuni viene data per certa, ma tutto dipende dallo Stato di appartenenza, visto che la tecnologia già c’è.
Come stanno le cose in Europa?

L’Associazione dei gestori degli aeroporti europei ha sollecitato gli organismi che vigilano sul traffico aereo affinché si arrivi a una regolamentazione per l’utilizzo dei droni, in linea con le attività svolte dall’aviazione civile.

In realtà si era partiti per tempo: nel 2016 il commissario europeo per il trasporto aveva osservato che i Paesi dell’Unione Europea avrebbero dovuto stabilire delle regole standard per l’utilizzo di droni entro il 2019. Tuttavia, per rallentamenti e ostacoli vari l’obiettivo non sembra raggiungibile, visto che mancano pochi mesi all’inizio del nuovo anno. Una data più plausibile è quella del 2020.

Le problematiche da affrontare sono varie. Si va dai parametri di sicurezza legati ai dati personali alle potenziali minacce per lo spazio aereo. Non a caso durante la scorsa estate sono state approvate le norme europee comuni nel settore dell’aviazione civile definendo l’attività dei droni civili per ogni dimensione.

L’obiettivo per il prossimo biennio sembra essere proprio quello di creare uno spazio aereo sicuro per i droni, senza andare a compromettere la sicurezza nazionale. I droni autoguidati sono forse destinati a rivoluzionare l’industria dei trasporti – perché veloci anche in zone mal collegate alla rete stradale principale e poco inquinanti -, ma di sicuro anche la logistica aerea deve seguire regole standard che coniughino efficienza, rapidità e sicurezza collettiva.

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