Saldi online 2019, quello che c’è da sapere

Per chi ama fare acquisti, il momento più atteso della stagione invernale è arrivato: sono iniziati i saldi. Ad “aprire le danze” promozionali sono state Basilicata, Sicilia e Valle D’Aosta, mentre dal 5 gennaio si aggiungeranno tutte le altre regioni, con una durata che varia a seconda dell’area geografica.

Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio nazionale di Federconsumatori, gli acquisti verranno effettuati dal 41% delle famiglie, per una spesa media di 181,56 euro.
Molti acquisteranno online, per accaparrarsi i capi desiderati senza doversi mettere a cercare nel disordine, che regna sovrano nei negozi durante questo appuntamento, e senza fare fila alle casse.

Siccome, in generale, in occasione dei saldi il rischio dell’inganno è dietro l’angolo, Federconsumatori ha stilato alcune raccomandazioni utili.

A differenza di quanto accade per gli acquisti effettuati nei negozi, nel caso dello shopping online non è sempre possibile consultare tutte le informazioni relative al prodotto. È bene controllare con attenzione la completezza della descrizione e la qualità delle immagini disponibili per inquadrare il prodotto nel suo complesso.

“Data l’impossibilità di verificare fisicamente le condizioni dei prodotti, il Codice del Consumo prevede tutele rafforzate per gli acquisti online – spiega la nota di Federconsumatori -. E’ il caso ad esempio del diritto di recesso che non c’è per gli articoli comprati nei negozi fisici. L’utente ha 14 giorni di tempo a partire dal momento della consegna per restituire il prodotto e richiedere il rimborso totale dell’importo pagato. Ad ogni modo, è preferibile consultare sul sito scelto le indicazioni relative al diritto di recesso”.
Nel caso in cui l’acquisto non avvenga dal sito dell’azienda ma attraverso un’altra piattaforma, si consiglia di verificare l’affidabilità dell’intermediario e la provenienza della merce.

Quanto ai pagamenti, effettuati tramite carta di credito, carta di debito, bonifico o altri mezzi, è importante utilizzare una connessione protetta, quindi controllare che l’indirizzo del sito web sia preceduto da HTTPS (e non da HTTP) e verificare la presenza, in basso a destra nella pagina della transazione, la presenza dell’immagine di un lucchetto.

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Vino, le tendenze del 2019

Per i consumi del vino sarà una buona annata il 2019? Si spera di sì. In attesa del futuro Federvini ha individuato i trend principali che guideranno questo mercato.

1)La cultura su questi prodotti aumenta, ma i livelli di conoscenza rimangono un po’ ridotti. Se nell’ultimo biennio sempre più persone si sono interessate al vino, dall’altra parte la conoscenza oggettiva generale della categoria come la comprensione delle varietà di uva, dei paesi di origine, delle regioni e così via è in declino. Infatti, le persone conoscono meno particolari sul vino. ”Stiamo assistendo all’emergere di segmenti di consumatori – rileva Federvini  ̶  che spendono molto, ma hanno bassi livelli di conoscenza, o sono altospendenti con una conoscenza limitata e livelli di coinvolgimento medio”.

2)Il vino vegano sarà sempre più richiesto. La maggior parte degli enologi utilizza agenti chiarificanti derivati ​​da latte, albume d’uovo, proteine ​​animali e di pesce per rimuovere le particelle torbide prima dell’imbottigliamento. Ma altri agenti di chiarificazione inorganici, come il carbone di legna, possono ottenere lo stesso risultato e siccome i consumatori stanno diventando consapevoli dell’offerta di vino vegan probabilmente si troveranno sempre più referenze di vino vegano.

3)I marchi di vino con strategie di investimento sostenute avranno la meglio, considerando che la marca è un modo molto semplice e veloce per navigare in una decisione d’acquisto complessa.

4)La cannabis potrebbe entrare nel mondo dell’enologia. Alimenti e bevande infuse con cannabis stanno prendendo piede in tutto il mondo e varie aziende stanno studiando come incorporare la cannabis nei cocktail e nella birra infusa con cannabis. Da queste bevande al vino il passo è molto breve.

Buon 2019!

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Eco Natale dopo lo spacchettamento dei regali

Ci siamo: mancano davvero pochi giorni a Natale. Dopo l’euforia dello spacchettamento dei regali, molti arrivati tramite consegne a domicilio, è bene avere un occhio di riguardo per l’ambiente.

Pacchi e scatole possono essere riciclati. Bisogna separare il cartone da elementi estranei come nastro adesivo, punti metallici e plastiche varie, quest’ultime possono contenere le bolle di consegna e l’indirizzo e possono essere state messe a protezione del regalo.
Una volta separato il cartone dal resto, va appiattito così da occupare il minor spazio possibile nel bidone di carta e cartone.
Non buttiamo tutto, conserviamo ciò che potrebbe essere utilizzato di nuovo. Ad esempio, se il cartone non è stato danneggiato ed è in perfetto stato può essere usato di nuovo per ulteriori spedizioni oppure per contenere altro, come le decorazioni natalizie per la casa.

Quanto alla plastica, si possono destinare al cassonetto della plastica soltanto gli imballaggi e non gli altri prodotti di plastica. Gli imballaggi sono le confezioni, le scatole, le pellicole, le vaschette, le bottiglie, i flaconi che contengono, avvolgono e proteggono i prodotti. Ad esempio, un giocattolo di plastica non è un imballaggio e quindi non può essere messo nella plastica, mentre la scatola di plastica che lo contiene sì.

Nel caso in cui ricevessimo dei piccoli elettrodomestici che andrebbero a sostituire quelli che abbiamo già e che magari sono vecchi e rotti, possiamo usufruire del servizio “Uno contro Zero”, che prevede la consegna gratuita dei piccolissimi rifiuti elettrici ed elettronici (lato lungo max 25 cm) senza obbligo di acquisto, nei negozi con superfici di vendita di prodotti tecnologici superiore ai 400 mq. Questa soluzione si unisce al conferimento nelle piazzole ecologiche comunali e alla modalità “Uno contro Uno” che permette la riconsegna di qualsiasi tipologia di vecchia apparecchiatura elettronica al momento dell’acquisto di un prodotto analogo.

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E-commerce, cosa riserva il 2019

Il settore dell’e-commerce negli ultimi anni è andato bene, considerando che ha registrato una crescita costante. In futuro il trend si ritiene ancora di segno più, con un numero maggiore di acquisti e anche di aziende che entreranno in questo mercato.

Ma quali saranno le tendenze che la faranno da padrona? In primis la vendita multicanale, cioè le persone non utilizzano solo un canale per i loro acquisti online ma vari. Quindi siti web, negozi fisici e social network, non a caso piattaforme di social media come Facebook, Instagram e Pinterest ora supportano le vendite dirette.
Un commerciante online che vuole far crescere la propria attività deve essere presente in tutti i canali che utilizzano i clienti.

A seguire c’è l’elaborazione smart dei pagamenti, che è sì il passaggio finale nel percorso del cliente che sta acquistando, ma potrebbe rendere effettivo o interrompere un acquisto. Servono semplicità e immediatezza perché secondo il Baymard Institute, quasi il 70% degli acquirenti abbandona i propri carrelli non completando la procedura di pagamento, di cui il 28% a causa di un processo lungo o complicato.

Il packaging personalizzato è un altro trend che farà sentire un certo peso durante i prossimi mesi.
I clienti tendono a percepire l’imballaggio come parte del prodotto, quindi deve essere attraente. La confezione può spingere o meno il consumatore a visitare di nuovo il sito del brand dopo l’acquisto, tornando a comprare. Probabilmente puntando su packaging personalizzati le aziende potranno incrementare il proprio business.

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Vino online, le caratteristiche più ricercate

Perché comprare il vino online e non al supermercato oppure all’enoteca? Il consumatore che acquista vino sul web può essere alla ricerca di un prodotto esclusivo, così da potersi concedere il piacere di sorseggiare proposte innovative e di tendenza, che magari non sono ancora arrivate nella città in cui risiede.

Ma il consumatore può optare per l’acquisto di vino online anche se  è alla ricerca una proposta dal prezzo competitivo, soprattutto per un’etichetta che già conosce e quindi non deve essere assaggiata per stabilire l’indice di gradimento personale.

In Italia il mercato del vino online è ancora limitato, però registra un segno più costante dal 2015 a oggi e – secondo una ricerca-sondaggio realizzata da Ovse-Ceves (Osservatorio Vini Spumanti Effervescenti) – si prevede una crescita delle vendite del 30% nel prossimo biennio.
La spinta arriva dai giovani consumatori e dagli acquisti da cellulare, grazie ad applicazioni e pagine web con una struttura responsive e adaptive.
Nel Belpaese chi acquista vino online cerca la qualità: si stima che le vendite cresceranno maggiormente nei segmenti premium (prezzo per bottiglia superiore ai 12 euro) e super-premium (oltre i 25 euro) dove l’offerta del settore vinicolo è molto ampia.

Quali sono i vini più acquistati online dai nostri connazionali? Prima in classifica si piazza la Toscana, con il 30% delle vendite totali, grazie ai vini rossi come Brunello di Montalcino e Bolgheri; il Piemonte è in seconda posizione (15%), dove spiccano Barolo e Barbaresco; al quarto posto c’è il Veneto (10%), dove primeggiano il Prosecco e l’Amarone della Valpolicella.
Buoni risultati arrivano poi dagli acquisti online di vini rosati e altre bottiglie con le bollicine come champagne e spumanti.

Noi di Hermes da anni siamo attivi anche nelle consegne di vino di rinomate cantine italiane.
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