Amazon Prime Day 2019: al via i super sconti

Siamo già nel periodo dei saldi estivi, ma con l’Amazon Prime Day 2019 c’è un ulteriore occasione di fare acquisti online a prezzi vantaggiosi.
Il 15 e il 16 luglio sul sito su Amazon fioccheranno una serie di sconti, offerte e promozioni speciali su una vasta scelta di prodotti di tutte le categorie, per oltre un milione di offerte in tutto il mondo.

Per accedere bisogna aver aderito o aderire al programma Amazon Prime, cioè la formula di rinnovo annuale (il costo dell’abbonamento è di 36 euro all’anno o 3,99 euro al mese) che include vari vantaggi, tra cui la consegna gratuita in un giorno lavorativo.

Per le 48 ore non stop del Prime Day si vedranno una serie di promozioni a tempo attivarsi e disattivarsi, alcune dureranno 24 (le Offerte del giorno), altre per un periodo di tempo di poche ore (Offerte Lampo).

In attesa di mezzanotte e un minuto del 15 luglio, ora di inizio dell’evento, si può andare a caccia delle offerte migliori. Come? Sia visionando le pagine delle offerte in anteprima, scegliendo di seguire gli articoli di interesse e attivando la ricezione delle notifiche sia accedendo alla lista dei nuovi prodotti in offerta per i clienti Amazon Prime lanciati solo su Amazon per il Prime Day.

Inoltre, gli iscritti a Prime, durante questa due giorni, potranno sostenere le piccole e medie imprese italiane, facendo acquisti scontati sulla vetrina Amazon Made in Italy, Amazon Handmade, Amazon Launchpad e altre sezioni.

Nel 2018 lo stesso evento di super scontistiche ha fatto registrare un record di vendite, con oltre 100 milioni di prodotti venduti e con un valore stimato in un miliardo di dollari durante le 36 ore di offerte. Quest’anno si prevede un successo simile.

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Saldi estivi online, i consigli di Google

La stagione calda del 2019 ha avuto e sta avendo molte anomalie climatiche, ma i saldi estivi sono puntuali.
In alcune regioni italiane e sui siti web di acquisto online i capi di abbigliamento si trovano già a prezzi scontati dall’inizio di luglio, ma il boom di proposte ci sarà a partire dal 6.
Come evitare i raggiri sul web al momento dell’acquisto? Riportiamo i consigli di Google per fare affari in sicurezza.

Connessione sicura
Ci si deve fidare solo delle piattaforme web che usano la connessione sicura htpps:// all’inizio della Url (anziché “http”) e l’icona a forma di un lucchetto chiuso, che quando c’è comparare di fianco alla barra degli indirizzi: significa che quel sito garantisce la protezione dei dati inseriti.
Uno dei più grandi timori di chi fa shopping online è quello di ritrovarsi con la carta di credito clonata, quindi prima di trasmettere informazioni riservate, come il numero di carta di credito, è bene controllare il protocollo https.

L’importanza del prezzo
I prezzi troppi bassi devono essere visti con sospetto. Prima di procedere con l’acquisto del capo, Google invita i consumatori a confrontare il prezzo con quello di altri articoli simili e informarsi sul venditore, ad esempio controllando gli eventuali feedback lasciati dagli altri utenti o leggendo le recensioni presenti sul sito. Inoltre, è bene dare uno sguardo alla sezione “Chi Siamo” o “Contatti”e se non compaiono numeri di telefono o vengono fornite indicazioni vaghe, meglio non procedere con l’acquisto.

Modalità di pagamento
Se il sito web propone solo il bonifico o la ricarica su carta prepagata (come ad esempio Poste Pay), molto probabilmente è una truffa. Le piattaforme affidabili propongono modalità di pagamento con bonifico, carte di debito e di credito, con Google Pay e con PayPal (che consentono di effettuare dei pagamenti semplici e veloci senza inserite i dati della propria carta di credito sul sito web su cui si vuole fare acquisti).
Prima di procedere all’acquisto, è consigliabile verificare che il sito di e-commerce utilizzato offra una protezione per gli acquirenti (buyer protection) e leggere con attenzione le clausole sul pagamento e su eventuali resi.

No da pc condivisi
Al di là della navigazione su un sito sicuro e certificato, Google consiglia di non fare acquisti (quindi comunicare conti bancari, numeri di carte di credito e così via) se si sta usando un pc pubblico o condiviso. No quindi da pc aziendali, dell’università o da postazioni pubbliche. Se proprio non si può evitare è bene navigare con la modalità incognito, uscire completamente dagli account e chiudere la finestra del browser una volta completate tutte le operazioni.

Occhio al phishing
Quando si acquista su un sito per la prima volta, è probabile che venga chiesta una registrazione: tuttavia possono essere chieste solo informazioni necessarie per l’acquisto di un prodotto o di un servizio.
Se vengono tirati in ballo anche i dati del conto bancario o le password potrebbe esserci un tentativo di phishing, cioè di acquisizione dei dati personali per accedere al proprio conto corrente e rubare somme di denaro.

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Consegne pacchi: droni postino in arrivo

Non sappiamo se in futuro i droni saranno davvero protagonisti nella consegna dei pacchi, ma ci sono delle novità che non passano inosservate.

Amazon, durante la conferenza re:Mars (Machine learning, automation, robotics and space) il 5 giugno a Las Vegas, ha presentato il suo drone per spedizioni di pacchi di piccole dimensioni e tra pochi mesi la tecnologia potrebbe essere disponibile tra le modalità di spedizione per i clienti del sito. Stando alla presentazione video, decolla e atterra verticalmente come un elicottero e può consegnare un pacco di circa 2,5 chili in un raggio di circa 15 chilometri in circa mezz’ora; è dotato di alcune telecamere termiche, di sensori ottici e di computer di bordo per  muoversi evitando qualsiasi tipo di ostacoli statici e in movimento. I pacchi da trasportare vengono custoditi nella fusoliera posizionata al centro, facilmente raggiungibile dal cliente, insomma non manca nulla.

E proprio facendo leva sui numerosi dettagli di questo drone, Amazon cui spera di ottenere l’approvazione della Federal Aviation Administration (Faa), l’ente americano che si occupa di regolamentare il traffico aereo.
La scelta delle consegne con i droni rientra nel programma di consegne veloci denominato Prime Air, ma ad oggi non si conoscono le specifiche di questa nuova eventuale modalità di consegna.
Amazon non è la sa sola azienda a investire in questa tecnologia, Google di recente ha sperimentato “Project Wing”, un servizio di consegna con droni in Finlandia e in Australia,  Ups ha testato la consegna con drone in Florida, mentre FedEx e Ford stanno puntando sui robot per le consegne dell’ultimo miglio. Insomma, il futuro delle consegne è tutto da scrivere.

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Vino, cosa conta di più nella scelta

Come fanno i consumatori a scegliere quale vino acquistare? Da quali fattori si fanno guidare?
Gli studi di neuromarketing, che analizzano i comportamenti d’acquisto, svelano che nel caso del vino intervengono un mix di influenze capaci di far preferire un’etichetta rispetto a un’altra.


Alcune tipologie di vino piacciono di più agli uomini, altre alle donne. Queste ultime sono più attirate da bottiglie caratterizzate da colori, forma e messaggi che si fanno notare, al contrario gli uomini si concentrano su pochi dettagli tecnici in etichetta. I signori tendono a prediligere bottiglie classiche, le signore amano sperimentare e si lasciano conquistare da elementi di narrazione del prodotto più moderni, trendy e creativi.
Le ricerche neuroscientifiche mettono in evidenza che la scelta dei colori, delle forme dell’etichetta e del packaging sono determinanti e non possono essere lasciate al gusto personale del produttore, così come sono determinanti le parole scelte per descrivere il vino: per colpire emotivamente l’acquirente devono esprimere i profumi e gli aromi, la storia del produttore e gli abbinamenti migliori con il cibo.

Il colore ha un ruolo centrale nel marketing, ma cambia in base alla cultura di appartenenza e non solo. Nelle culture occidentali il colore più gradito è il blu, cui seguono rosso, verde, viola, arancione e giallo. Però gli uomini tollerano di più il grigio, il bianco e il nero rispetto alle donne, che sono più affascinate dalle combinazioni rosso-blu.

Infine, in questo momento storico dove il valore dell’immagine e della comunicazione digitale hanno molto peso, il sito web aziendale deve essere ben fatto perché sempre più i consumatori vedono nel web il canale immediato per accedere alle informazioni e acquistare oppure per valutare la qualità del prodotto.

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Acquisti online, l’abbigliamento fa + 16%

Il settore degli acquisti è stato travolto dal digitale: nel 2019 gli acquisti online degli italiani cresceranno del 15% rispetto all’anno scorso, superando i 31,5 miliardi di euro.
A dirlo è l’indagine dell’Osservatorio e-commerce B2C-Consorzio Netcomm/School of Management del Politecnico di Milano, che indica l’abbigliamento come uno dei comparti migliori – subito dopo quello informatico – che stando alle stime registrerà un aumento del 16%, con un valore totale pari a 3,3 miliardi di euro.

Sono sempre più coloro che scelgono di acquistare beni e servizi online, soprattutto se si tratta di abbigliamento. A mostrare interesse sono sia le donne sia gli uomini, attratti dal vasto assortimento degli scaffali degli e-shop, dalla qualità dei prodotti e dai prezzi spesso più competitivi di quelli dei negozi fisici.
Inoltre, a portare valore aggiunto c’è la libertà non vincolata ad orari, nel senso che il web permette di acquistare a tutte le ore, in totale comfort della propria casa, senza dover fare code per pagare.

“Continua la crescita del mercato e-commerce B2C in Italia, ma una riflessione va fatta in una prospettiva internazionale. Secondo recenti stime, rispetto agli altri Paesi europei, l’Italia detiene la quota di popolazione che compra online più bassa in assoluto: solo il 44% degli italiani acquista online, contro il 68% della popolazione europea”, osserva Roberto Liscia, presidente di Netcomm.
“Il Belpaese si aggiudica l’ultimo posto anche in termini di competitività riguardo all’e-commerce, un ritardo che  si può spiegare nella correlazione diretta tra le competenze digitali di un Paese e la competitività delle aziende”.
Solo il 10% delle imprese nostrane vende online, proprio per la scarsa capacità di applicare le tecnologie disponibili per espandere il proprio business.

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