Consegne pacchi con i droni: le novità

A che punto sono gli operatori che stanno investendo nella consegna dei pacchi con i droni? Tra coloro che stanno sperimentando maggiormente spiccano Amazon e Google.

Amazon.com Inc. Prime Air delivery drone is unveiled during a reveal event in Las Vegas, Nevada. Photographer: Joe Buglewicz/Bloomberg

Amazon il 5 giugno a Las Vegas, durante la conferenza re:Mars (Machine learning, automation, robotics and space), ha presentato il modello di drone che dovrebbe effettuare consegne entro mezz’ora. Decolla e atterra verticalmente come un elicottero e può consegnare un pacco di circa 2,5 chili (che costituiscono quasi l’80% dei pacchi spediti) in un raggio di circa 15 chilometri.

Questo drone sfrutta alcune telecamere e sensori ottici per potersi muovere evitando gli ostacoli statici e in movimento e anche grazie a questa tecnologia ha avuto l’ok alla fase di sperimentazione da parte della Federal aviation administration (Faa) americana che si occupa della regolamentazione dei traffici aerei.La scelta delle consegne con i droni rientra nel programma denominato Prime Air, che Amazon sta mettendo in campo per velocizzare al massimo le consegne per i suoi clienti. In questo piano rientrano anche le spedizioni in un giorno, un proprio aereo cargo e la costruzione di un hub aeroportuale a Cincinnati.

Google, invece, ha iniziato i primi test alle spedizioni tramite drone con Wing, società di proprietà di Google, scegliendo i cieli della Virginia per i primi test: la merce spedita riguarderà soprattutto snack per bambini, farmaci da banco e piccole consegne.

L’obiettivo è di ricorrere ai droni per consegnare velocemente pacchi di piccole dimensioni: stando alle dichiarazioni dell’azienda sarà possibile trasportare carichi fino a 1,5kg entro 10 minuti dalla finalizzazione dell’ordine con questi velivoli che volano a una velocità di 100-110 km/h, contando su un’autonomia di 8km sia per l’andata sia per il ritorno.

Al momento, la sperimentazione è in corso in alcuni quartieri di Christiansburg, città di 22mila abitanti in Virginia, qui i droni volano a circa 6 metri di altezza, e vengono caricati e scaricati di pacchi con una sorta di fune.

Continuate a seguirci, lo staff di Hermes Italia!

E-commerce made in Italy: cresce l’abbigliamento

Il settore dell’abbigliamento online è fra i più frizzanti dell’e-commerce B2c (business to consumer) italiano, con gli e-commerce che occupano una fetta importante degli acquisti effettuati sul web.

Un mercato promettente sia Italia sia all’estero, con un tasso di penetrazione del 9 per cento del totale retail sul mercato nazionale. C’è un unico neo: il comparto cresce al di sotto della media dei prodotti (+16% rispetto al +21%), tuttavia sfiora nel 2019 i 3,3 miliardi di euro confermandosi come uno dei settori più maturi dell’e-commerce B2c italiano.

I dati emergono dall’Osservatorio eCommerce B2c, giunto alla diciannovesima edizione e promosso dalla School of management del Politecnico di Milano e da Netcomm, Consorzio del commercio elettronico italiano, in occasione del convegno Fashion, design and beauty online: strategie, numeri e modelli operativi.

“La chiave della competitività per le aziende del fashion, arredamento e home living che operano nel commercio digitale sta nel rendere sempre più personalizzata l’esperienza di acquisto dei consumatori. Le tecnologie stanno già ridisegnando tutta la filiera dell’industria di questi comparti”, commenta Roberto Liscia, presidente di Netcomm. “Le analisi predittive, grazie all’intelligenza artificiale, consentono di mantenere una relazione con il cliente anche dopo l’acquisto, proponendo un’offerta sempre più personalizzata, così come anche grazie a chatbot e assistenti virtuali, in grado di migliorare costantemente l’assistenza al cliente”, aggiunge Liscia.

Come migliorare le vendite

La vendita a distanza ha un’oggettiva difficoltà: l’impossibilità di provare e toccare i prodotti, il che ostacola l’esperienza d’acquisto personale. Però le innovazioni lato servizi sono la chiave dello sviluppo ulteriore di questo canale di vendita: tra le più rilevanti emerge lo sviluppo del social commerce, con la creazione di shoppable content (soprattutto su Instagram), la sperimentazione della realtà aumentata per far vivere il prodotto anche prima del possesso, l’abilitazione della ricerca vocale o per immagini per rendere più naturale ed efficace il processo di identificazione del prodotto desiderato, l’utilizzo di big data, machine learning e intelligenza artificiale per personalizzare il prodotto e il percorso dell’utente.

Per quanto riguarda la gestione dello shopping, sono vari i fattori che nel fashion online impattano la decisione d’acquisto:

  • l’ampiezza di gamma, un’offerta più ampia di quella disponibile nel punto di vendita fisico;
  • la presenza di informazioni su vestibilità e composizione, che deve sopperire all’impossibilità di toccare con mano e di indossare il prodotto;
  • il processo di acquisto guidato, il canale online deve essere in grado di guidare l’acquisto del consumatore attraverso azioni di cross e up selling, consigli di stile e creazioni di abbinamenti;
  • la convenienza, grazie a saldi e sconti;
  • la gestione dei servizi di pagamento e post-vendita, il che deve tradursi in procedure snelle, soprattutto nella gestione dei resi.

Continuate a seguirci, lo staff di Hermes Italia

Vino online, il boom dei vitigni autoctoni

Ci sono vini molto ricercati sul web, tra questi spiccano quelli dei vitigni autoctoni tra cui primeggiano la Ribolla Gialla, seguita dall’Aglianico, dal Lagrein e dal Verdicchio.
L’Italia, con oltre 400 vitigni autoctoni, è il primo Paese al mondo per varietà proposta: una buona notizia sia dal punto di vista della biodiversità sia dal punto di vista economico, considerando che attraggono l’interesse di migliaia di appassionati.

Ribolla e Tazzelenghe in Friuli Venezia Giulia, Enantio in Alto Adige, Lumassina in Liguria, Moradella in Lombardia Albana e Sangiovese in Emilia, Aglianico e Fiano in Campania, Montepulciano e Pecorino in Abruzzo, Sangiovese in Toscana, Bellone del Lazio, Albanello in Sicilia e Cagnulari in Sardegna sono solo alcuni dei vitigni autoctoni italiani, che negli ultimi anni si sta cercando di valorizzare e far conoscere a un pubblico sempre più vasto.

Ma quali sono i vitigni autoctoni più ricercati in rete? In base a una ricerca effettuata utilizzando Google Trends e Ubersuggest emerge che la Ribolla Gialla, ad esempio, storico vitigno autoctono legato al territorio del Friuli-Venezia Giulia – in particolare alle province di Gorizia e Udine – nell’ultimo anno ha registrato quasi 10mila ricerche in media al mese. L’Aglianico, varietà del Sud Italia, che dà origine a vini come il Taurasi in Campania o l’Aglianico del Vulture in Basilicata, registra sempre negli ultimi 12 mesi 5.400 ricerche medie mensili. Seguono: il Lagrein dell’Alto-Adige, che si attesta sulle 4.500 ricerche medie al mese; il Verdicchio delle Marche, il laziale Cesanese, il Primitivo di Manduria in Puglia e il sardo Cannonau.

Per rafforzare il comparto del vino online, che gode di buona salute, bisognerebbe anche far conoscere di più i vitigni autoctoni, visto che l’interesse c’è. Tra l’altro, tutto il vino italiano è popolare sul web: ad esempio, le ricerche registrate dal portale “Wine-Searcher” – punto di riferimento tra i più visitati da chi compra vino online – confermano il momento roseo delle produzioni enoiche tricolori, con uno share del 16,44% a livello globale.
Vi ricordiamo che noi di Hermes Italia siamo attivi anche nelle consegne del vino, proveniente da ottime cantine nazionali.

Continuate a seguirci, lo staff di Hermes Italia!

Vendemmia 2019, cala un po’ la produzione ma la qualità rimane al top

Poco, ma buono. Si potrebbe sintetizzare così il vino della vendemmia 2019, che stando agli ultimi numeri diffusi dall’Osservatorio del Vino – insieme ad Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini – in queste settimane si sta raccogliendo una produzione inferiore del 16% rispetto all’annata record del 2018, con una stima di 46 milioni di ettolitri. Un calo produttivo a cui però corrisponde una buona qualità delle uve su tutto il territorio nazionale.

Ciò che non dovrebbe cambiare, sempre facendo riferimento alle prime stime della vendemmia, è il primato mondiale detenuto dall’Italia: anche per il 2019 le rivali storiche, ossia Francia e Spagna, non sembrano in grado di superarla.

 “Con la vendemmia 2019 – spiega Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini – rientriamo nella media degli ultimi anni, segnando una flessione marcata rispetto alla eccezionale produzione dello scorso anno con una qualità variabile, tra il buono e l’eccellente a seconda delle zone, che ci consente di guardare al futuro con ottimismo e fiducia. È lecito attendersi la tenuta dei prezzi sui vini a DO, che rimanendo nei volumi dei disciplinari subiranno meno la flessione, così come lo scorso anno hanno risentito meno dell’aumento produttivo, e un possibile ritocco in alto dei listini degli sfusi visto il calo vendemmiale anche di Francia e Spagna. Manteniamo il primato produttivo mondiale, ma in un contesto geopolitico difficile dove arrivano segnali preoccupanti da alcuni mercati importanti per il nostro vino, mentre si aprono prospettive nuove di sviluppo grazie agli accordi di libero scambio. Il mercato interno mostra un trend in leggera crescita, seppur in un contesto di deciso cambiamento che ci invita ad una riflessione più attenta su nuove strategie da adottare verso il nostro tradizionale consumatore”.

Il commercio del vino online segue quello del canale tradizionale, ossia se le bottiglie sono di buona qualità vengono acquistate altrimenti iniziano a subire un calo.Noi di Hermes Italia siamo attivi anche nelle consegne del vino, proveniente da ottime cantine nazionali che per il 2019 si confermano di qualità.
Continuate a seguirci, lo staff di Hermes Italia

Truffe online, come evitarle

Crescono gli acquisti online, ed è una buona notizia, ma di contro cresce l’eventuale rischio delle truffe per i consumatori che decidono di acquistare tramite e-commerce. Per scongiurare pericoli è bene seguire alcune indicazioni ad hoc così da evitare di cadere nei tranelli della rete.

Il mercato dell’e-commerce è in netta espansione, secondo l’Osservatorio ecommerce b2c-Consorzio Netcomm del Politecnico di Milano, nel 2019 gli acquisti online degli italiani continuano a crescere e superano i 31,5 miliardi di euro, un +15% rispetto al 2018, anno in cui sono arrivati a 27,5 miliardi.
Come proteggerci quando facciamo shopping online? La polizia postale indica alcuni accorgimenti da seguire.

1 Utilizzare software e browser aggiornati
Il primo step per acquistare in sicurezza è avere sempre attivo antivirus aggiornato all’ultima versione sul proprio dispositivo informatico. Gli ultimi sistemi antivirus (gratuiti o a pagamento) danno protezione anche nella scelta degli acquisti su internet. Per una maggiore sicurezza online, inoltre, è necessario aggiornare all’ultima versione disponibile il browser utilizzato per navigare perché ogni giorno nuove minacce possono renderlo vulnerabile.

2 Preferire siti certificati o ufficiali
Online si trovano ottime occasioni, ma quando un’offerta è troppo conveniente rispetto all’effettivo prezzo di mercato del prodotto, potrebbe essere un falso. È bene acquistare su vetrine online di grandi catene già note (sicure in termini di pagamento e affidabili per l’assistenza, la garanzia sul prodotto acquistato e la spedizione). In caso di siti poco conosciuti si può controllare la presenza di certificati di sicurezza quali Trust Verified/ VeriSign Trusted che permettono di validare l’affidabilità del sito web.

3 Leggere i commenti e i feedback di altri acquirenti
Prima di procedere con l’acquisto del prodotto scelto, è buona norma leggere i feedback pubblicati dagli altri utenti e leggere le informazioni sull’attendibilità del sito attraverso i motori di ricerca, sui forum o sui social, considerando che le allerte sui siti truffaldini circolano velocemente.

4 Su smartphone o tablet utilizzare le app ufficiali dei negozi online
Se si sceglie di acquistare da grandi negozi online, il consiglio è quello di utilizzare le app ufficiali dei relativi negozi, senza passare da siti terzi.

5 Utilizzare carte ricaricabili
Per la transazione d’acquisto servono pochi dati, come il numero di carta, la data di scadenza della carta e il codice di sicurezza riportato sul retro, ulteriori dati personali (numero del conto, pin o password) devono mettervi in allarme. Al momento di concludere l’acquisto, l’icona del lucchetto chiuso in fondo alla pagina o della scritta “https” nella barra degli indirizzi sono ulteriori garanzie sulla riservatezza dei dati inseriti nel sito. È consigliato usare una carta ricaricabile per fare transazioni online, con disponibilità economica limitata.

6 Le trappole del phishing e/o dello smishing
Con phishing o smishing ci si riferisce alla rete di quei truffatori che attraverso mail o sms contraffatti richiedono di cliccare su un link che rimanda a una pagina web trappola, da cui riusciranno a rubare informazioni personali quali password e numeri di carte di credito per scopi illegali.

Continuate a seguirci, lo staff di Hermes Italia