Come degustare il vino

L’e-commerce ha aperto le possibilità di poter bere molti tipi di vini, anche quelli che a volte non sono disponibili nelle enoteche della città in cui si vive.
Ma come si degusta un calice di vino?

Il bicchiere appropriato è il punto di partenza fondamentale. Per le degustazioni casalinghe si può far ricorso a un classico bicchiere iso standard, che si trova in qualunque negozio di cristalleria.
Il bicchiere va riempito per un terzo, così da agitare il vino senza farlo fuoriuscire, ma per eliminare eventuali residui di odori o sapori è bene gettare la prima quantità che si versa nel bicchiere per poi procedere alla degustazione con la seconda quantità.

Prima di portarlo alla bocca bisogna annusarlo. I vini hanno dei profumi riconducibili a oltre 200 diversi tipi di sostanze, la cui combinazione produce un aroma diverso da vino a vino, sia per l’uva utilizzata, sia per l’annata, sia per la conservazione nelle bottiglie.

Poi va osservato il colore, bisogna porre l’attenzione sulla limpidezza del vino – cioè la capacità o meno di far trasparire la luce e l’eventuale presenza di impurità – dei bianchi, rossi o rosati. A ciò si aggiungono l’esame dell’effervescenza, nel caso di vini spumantizzati o frizzanti, e della consistenza, con la roteazione del vino nel bicchiere per valutare la sua fluidità.

In ultimo, c’è l’esame gustativo con l’assaggio. Si tratta di valutare le sensazioni gustative che si percepiscono durante la permanenza del vino nel cavo orale, quindi acidità, sapidità, amarezza, alcolicità, morbidezza, astringenza e calore.
Una volta deglutito il vino, le sensazioni non svaniscono subito, ma subiscono una sorta di evoluzione nel cavo orale, la cui maggiore durata fa classificare il vino come “lungo” o “persistente”, mentre la sua brevità lo fa giudicare come “corto” o “sfuggente”.

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