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Consegne a domicilio: le novità negli Stati Uniti

Si guarda sempre con certo interesse alle innovazioni tecnologiche degli Stati Uniti, è così anche nel caso dei droni postino e degli eco furgoni robot.

consegne a domicilio

Wing – la compagnia di drone della Alphabet, società di Google – è stata riconosciuta come linea aerea da parte dell’Autorità federale dell’aviazione e dal Dipartimento dei Trasporti Usa, quindi le consegne a domicilio tramite drone sembrano vicine. Nei prossimi mesi si partirà con piccoli pacchi, in seguito ci saranno delle evoluzioni.

In passato le stesse autorità hanno rilasciato permessi ad altre società di droni per dei voli di prova, ma ora si è ottenuto per la prima volta lo statuto di linea aerea nel Paese.
Questo perché la compagnia ha dimostrato che ricorrendo ai droni ci sono meno rischi per i pedoni, rispetto alle consegne tradizionali con macchina, camion o furgoni; lo statuto di linea aerea la assoggetta alle regolamentazioni vigenti per i voli charter, consentendogli viaggi su lunghe distanze, e aprendo di conseguenza la strada ad autorizzazioni per altre società del comparto.

L’ulteriore novità Oltreoceano riguarda The Kroger, la più grande catena di drogheria statunitense, che per alcuni punti vendita in Texas ha fatto partire un servizio di consegne a domicilio con eco-furgoni robot a guida autonoma. Sono dei veicoli elettrici del tutto autonomi, fabbricati dall’azienda specializzata Nuro, dotati di diversi scompartimenti separati tra loro. La merce di ogni singolo acquirente viene caricata e sistemata in un comparto che si apre con una password, fornita al momento dell’acquisto. Il servizio di consegna è disponibile 24 ore su 24, dal lunedì alla domenica.

Queste innovazioni vanno considerate non tanto nella specificità, ma nel grado di innovazione tecnologica di cui si fanno portavoce. In Italia la legislazione in materia di trasporti è differente rispetto a quella degli Usa, così come è diversa la distribuzione della popolazione sul territorio. Centinai di droni che ogni a ogni del giorno affollano i cieli delle città e dei paesini lungo lo Stivale per consegnare pacchi sembra impensabile, ma qualunque soluzione si diffonderà in futuro sarà tecnologica.

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Consegna pacchi con droni, parte l’iniziativa di carichi sanitari

Il presente ha fatto un salto nel futuro: in America, i carichi all’ospedale WakeMed di Raleigh, nel North Carolina, si spediscono con dei droni. E non si tratta di una sperimentazione, ma di una soluzione operativa standard.

consegne pacchi con droni

Si utilizza il drone “quadcopter” M2 di Matternet, società tecnologica che produce questi velivoli, dotato di batteria ricaricabile agli ioni di litio, che può trasportare circa due chili a una distanza di 20 chilometri. Siccome si tratta di campioni medici, sono protetti da un contenitore di sicurezza ad hoc per i droni.

Per caricare i pacchi sui velivoli sono stati selezionati medici, così da posizionare il carico in sicurezza prima della partenza.
Il drone, una volta equipaggiato del materiale, vola diretto all’ospedale principale di WakeMed seguendo una specifica traiettoria di volo, monitorata da un Remote Pilot-in-Command, mentre tutto il programma di consegna è supervisionato dalla Federal Aviation Administration e dal Dipartimento dei Trasporti della Carolina del Nord.

Il servizio ha rilevanza, considerato che molto probabilmente farà da apripista all’ideazione di una rete di droni specifica per la logistica healthcare. I vantaggi stanno nella velocità delle consegne, che in alcuni casi possono fare la differenza tra la vita e la morte di un individuo.

Secondo gli esperti del settore, sono 10 i trilioni di dollari dell’area sanitaria globale che possono essere sostenuti dalla tecnologia di consegna dei droni, soprattutto quando si effettuano interventi di assistenza in zone difficili da raggiungere o in aree remote.

La tecnologia dei droni ad oggi è migliorabile, ma la sua lentezza è legata in parte alle regolamentazioni legislative. I governi di tutto il mondo devono trovare un modo per rendere scuri questi voli, non solo per aspetti legati ad azioni criminali, ma anche per problemi che potrebbero derivare dal malfunzionamento e dalla caduta dal cielo di questi veicoli.

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Ultimo miglio, le soluzioni futuristiche che danno da pensare

Tutto si evolve, cambia, si trasforma, migliora col tempo. Le consegne dei pacchi non sono immuni all’avanzare del futuro.
Come saranno a medio o lungo temine? Di sicuro più tecnologiche, non a caso varie aziende hanno iniziato a progettare soluzioni più o meno praticabili.

Tra le ultime trovate spicca quella del cane-robot che diventa postino; un’azienda tedesca ha presentato al Consumer electronic show di Las Vegas, un sistema di delivery basato su veicoli a guida autonoma e robot dalle sembianze canine. A portare i colli a destinazione saranno veicoli a guida autonoma capaci di trasportare uno o più robot postini così da gestire gli ultimi metri nella catena logistica di consegne di articoli e pacchi. L’obiettivo sarebbe arrivare a un sistema di consegne del tutto automatizzato e questi cani robot dovrebbero essere in grado di aprire porte, salire le scale, raggiungere la porta del destinatario della consegna, suonare il campanello e infine consegnare il pacco fissato alla sua schiena.

In attesa di capire se la robotica entrerà nel settore delle consegne a domicilio, ci sono degli aggiornamenti sul fronte droni.
Il Wall Street Journal evidenzia delle problematiche: il rumore è molesto. Che fosse previsto o no, questo è un limite non di poco conto. A Bonython, in Australia, sono in corso degli esperimenti quotidiani per l’utilizzo di droni nelle consegne di alcuni prodotti e gli abitanti stanno sollevando polemiche perché gli apparecchi fanno rumore quando sono in attività. I problemi riguarderebbero anche gli amici a quattro zampe, considerando che i rumori dei droni spaventerebbero i cani tanto da spingere i loro padroni a non frequentare un’associazione cinofila situata nei pressi dell’area in cui è in corso il test.
I droni, nelle intenzioni delle aziende che ci stanno scommettendo, sono destinati a rivoluzionare il mondo delle consegne, velocizzandone i tempi e riducendone i costi. Ma al momento stanno dividendo i cittadini di Bonython, dove si stanno svolgendo gli esperimenti.

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Consegna pacchi tramite droni: realtà o fantasia?

Ai mezzi che consegnano pacchi è richiesta sempre più flessibilità, efficienza ed emissioni tendenti a zero, in particolare nell’ambito “ultimo miglio” delle aree urbane.Tra le soluzioni che guardano al futuro c’è la consegna tramite droni, che da alcuni viene data per certa, ma tutto dipende dallo Stato di appartenenza, visto che la tecnologia già c’è.
Come stanno le cose in Europa?

L’Associazione dei gestori degli aeroporti europei ha sollecitato gli organismi che vigilano sul traffico aereo affinché si arrivi a una regolamentazione per l’utilizzo dei droni, in linea con le attività svolte dall’aviazione civile.

In realtà si era partiti per tempo: nel 2016 il commissario europeo per il trasporto aveva osservato che i Paesi dell’Unione Europea avrebbero dovuto stabilire delle regole standard per l’utilizzo di droni entro il 2019. Tuttavia, per rallentamenti e ostacoli vari l’obiettivo non sembra raggiungibile, visto che mancano pochi mesi all’inizio del nuovo anno. Una data più plausibile è quella del 2020.

Le problematiche da affrontare sono varie. Si va dai parametri di sicurezza legati ai dati personali alle potenziali minacce per lo spazio aereo. Non a caso durante la scorsa estate sono state approvate le norme europee comuni nel settore dell’aviazione civile definendo l’attività dei droni civili per ogni dimensione.

L’obiettivo per il prossimo biennio sembra essere proprio quello di creare uno spazio aereo sicuro per i droni, senza andare a compromettere la sicurezza nazionale. I droni autoguidati sono forse destinati a rivoluzionare l’industria dei trasporti – perché veloci anche in zone mal collegate alla rete stradale principale e poco inquinanti -, ma di sicuro anche la logistica aerea deve seguire regole standard che coniughino efficienza, rapidità e sicurezza collettiva.

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Consegne ultimo miglio: scenari futuri

Tutto si evolve, cambia. Non fanno eccezione i modelli di consegne per coprire l’ultimo miglio, che in futuro non saranno identici a quelli che ci sono ora.

Stando alle ricerche e alle sperimentazioni che si stanno testando è plausibile prospettare almeno tre trend principali: veicoli autonomi, droni e corrieri in bicicletta.
Gli obiettivi comuni sono ridurre le emissioni inquinanti dei mezzi e velocizzare ancora di più le consegne.

In ambito urbano, nonostante la percentuale dei veicoli merci rispetto al totale dei veicoli circolanti sia limitata (10% – 12%), secondo alcune ricerche europee le emissioni nocive derivanti costituiscono il 20% – 30% del totale. Del resto, i veicoli merci che viaggiano nelle aree urbane sono costretti a fermate e ripartenze, a numerose soste e anche a consegne non a pieno carico.
Non a caso si stanno sperimentando nuove tecnologie meno impattanti dal punto di vista ambientale, rispetto a quelle dei veicoli tradizionali, come i veicoli ibridi, elettrici, a metano e così via.

A ciò si aggiunge la modularità delle opportunità di carico e la flessibilità dei veicoli, che in questo modo diventano adatti a essere inseriti in catene intermodali con differenziazioni tra trasporto su lunghe distanze e consegne dell’ultimo miglio.

Sperimentazioni innovative si stanno poi delineando per quanto riguarda la dotazione di equipaggiamenti e dispositivi aggiuntivi che da una parte agevolano la tracciabilità di merci e veicoli, dall’altra aumentano i livelli di sicurezza.

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