Trend del vino, il rosato dà soddisfazioni

I vini rosati stanno vivendo buone annate, in tutti i sensi. Secondo i dati dell’Iwsr, sono cresciuti del 30% dal 2002 a oggi e ad averci visto lungo sono stati soprattutto i francesi. L’Italia è arrivata un po’ in ritardo, ma sta cercando di guadagnare mercato, visto che vanta terroir supervocati lungo lo Stivale, e nomi di rosé che hanno fatto storia. Noi di Hermes Italia siamo attivi anche nelle consegne di vino a domicilio, in questo post vi parliamo del fenomeno dei rosé.

Nei Paesi anglosassoni questo tipo di vino da qualche anno si è destagionalizzato, il che vuol dire che c’è un consumo costante durante l’anno, e si sta andando nella stessa direzione nei Paesi più tradizionali. Del resto il rosé, avvicinandosi al mondo dello champagne, riesce ad attirare anche le simpatie dei consumatori più giovani per fascino, freschezza e bevibilità. Certo in Italia si sarebbe dovuto investire prima e cioè agli inizi degli anni 2000 quando si intravedeva già il futuro del fenomeno, ma non è tardi per produrre più vini rosati, dalla grande tipicità e identità.

Gli abbinamenti possibili

I vini rosati hanno un profumo che rimanda al fruttato e floreale, mentre al gusto sono freschi ed equilibrati per questo si riescono ad abbinare facilmente con i cibi, soprattutto quando sembra difficile la scelta tra rosso e bianco. Si sposano bene con antipasti di pesce, risotti, con alcuni salumi, con le carni bianche, i piatti di verdure, ma anche con i dolci alla frutta.

Sono adatti a essere serviti a temperature simili a quelle dei bianchi e quindi sono perfetti per accompagnare portate fresche ed estive come insalate, formaggi e pasta fredda o a base di verdure. Inoltre, risultano graditi con i funghi e con i piatti a base di pomodori, con portate di pasta ripiena o cotta al forno e alla pizza.

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Abbigliamento sostenibile, anche via ecommerce

In Italia cresce il numero dei consumatori attenti alla sostenibilità ambientale, tanto che le scelte di consumo green fanno parte della vita di 34 milioni di connazionali.

La fotografia emerge dal quinto “Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile” realizzato da LifeGate, in collaborazione con l’istituto di ricerca Eumetra MR, e tra i comparti dove c’è più sensibilità verso questo argomento spicca il settore della moda, con il 17% degli italiani che dichiara di utilizzare capi di abbigliamento sostenibili. Bonprix, multinazionale di moda che fa parte dei nostri clienti, ha lanciato una nuova collezione primavera/estate con tessuti a basso impatto ambientale.

T-shirt e pantaloni sono realizzati in cotone biologico, cotone made in Africa, cotone e poliestere riciclato e in Tecncel, tutti impacchettati in sacchetti di plastica riciclata al 100% e prodotti con processi ecocompatibili. Nella produzione della Sustainable Collection, oltre all’utilizzo di materiali sostenibili si fa ricorso a processi ecocompatibili. Le magliette sono realizzate con tinte e tessuti naturali come la buccia di limone, i petali di rosa e la lavanda; durante il processo di tintura, viene ridotto l’uso di prodotti chimici, inoltre, nella tintura dei capi in jeans viene risparmiato il 15% di acqua.

I tessuti green

Nella nuova collezione ci sono capi in cotone sostenibile, cioè coltivato e lavorato nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente. Il cotone di Cotton made in Africa e il cotone biologico ne sono due esempi.

Il primo è prodotto al 100% con metodi ecosostenibili, grazie all’iniziativa della Aid by Trade Foundation, che supporta 780mila contadini di Paesi come Costa d’Avorio, Mozambico, Malawi, Uganda, Etiopia, Zambia e Zimbabwe, per la coltivazione a partire da sementi di piante non geneticamente modificate e senza pesticidi pericolosi durante il ciclo di coltivazione. Per ogni kilogrammo di cotone si riducono le emissioni di anidride carbonica del 40% e si risparmiano oltre 2mila litri d’acqua, grazie all’uso di quella piovana. Così i contadini hanno una rendita maggiore e migliori condizioni di vita. Inoltre, l’iniziativa promuove anche diversi programmi a sostegno dell’educazione, della parità dei sessi, e contro il lavoro minorile.

Altra tipologia di cotone della Sustainable Collection è il cotone biologico certificato da enti terzi, così da garantire la qualità biologica al 100% dalla coltivazione alla consegna.

Innovazione sostenibile

Non solo cotone da materia prima vergine. Nella nuova collezione si utilizza anche il cotone riciclato, ovvero proveniente dal recupero di scarti di produzione o da abbigliamento usato. I capi vengono sminuzzati e successivamente trasformati in nuovi filati.

Il poliestere riciclato, inoltre, è l’altro tessuto con cui sono stati realizzati i capi della collazione: è ottenuto da vecchie bottiglie di plastica, raccolte, sminuzzate, macinate e fuse. In questo modo le bottiglie di plastica diventano nuovi prodotti. Ad esempio, per un paio di jeans o una giacca sono necessarie 8 bottiglie.
Infine, si trovano anche capi con il Tencel, una fibra ecosostenibile di nuova generazione, prodotta da legnami provenienti da piantagiorni e foreste sostenibili.

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Vino, come riciclare le bottiglie

Nel Belpaese le vendite di vino tramite e-commerce crescono, così come cresce il trend globale del settore. Un recente rapporto Nielsen stima che si raggiungeranno i 400 miliardi di dollari entro il 2022. Noi di Hermes Italia siamo attivi anche nelle consegne di vino a domicilio e questo post è dedicato a dei consigli per riciclare al meglio le bottiglie di vetro una volta terminato il prodotto.

Raccolta differenziata

1. Le bottiglie di vino in vetro sono un imballaggio e vanno gettate nel cestino del vetro. È essenziale che nella raccolta differenziata del vetro vadano solo i contenitori, senza altre aggiunte, così che il processo di selezione e trattamento che precede l’arrivo del materiale in vetreria sia efficace, efficiente ed economico.

2. Dopo aver bevuto il vino rimane la bottiglia, prima di gettarla va svuotata del tutto e va tolta anche l’etichetta. Per quest’ultima operazione basta immergerla qualche minuto in acqua calda per rimuoverla. I tappi non vanno smaltiti insieme alla bottiglia, se in sughero vanno nell’indifferenziata, se in metallo o plastica nel cestino di plastica e metalli.

3. Spesso si conservano le bottiglie vuote in un sacchetto e raggiunta una certa quantità si gettano nella campana del vetro. Il sacchetto usato per il trasporto va tolto e destinato ai rispettivi cestini a seconda se è di plastica oppure di carta.

4. A volte capita di bere vino e rompere qualche bicchiere per distrazione, magari a tavola, quando si sta sparecchiando o mentre si lavano i piatti. Se sono di cristallo non vanno smaltiti con le bottiglie di vetro perché il cristallo deve la sua brillantezza e sonorità al piombo, presente nella miscela vetrificabile. Sebbene, il piombo contenuto nel cristallo sia del tutto innocuo per il consumatore, è un elemento che inficia la corretta raccolta differenziata del vetro, quindi questa tipologia di bicchieri deve essere destinata all’indifferenziato o all’isola ecologica.

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Consegne a domicilio: le novità negli Stati Uniti

Si guarda sempre con certo interesse alle innovazioni tecnologiche degli Stati Uniti, è così anche nel caso dei droni postino e degli eco furgoni robot.

consegne a domicilio

Wing – la compagnia di drone della Alphabet, società di Google – è stata riconosciuta come linea aerea da parte dell’Autorità federale dell’aviazione e dal Dipartimento dei Trasporti Usa, quindi le consegne a domicilio tramite drone sembrano vicine. Nei prossimi mesi si partirà con piccoli pacchi, in seguito ci saranno delle evoluzioni.

In passato le stesse autorità hanno rilasciato permessi ad altre società di droni per dei voli di prova, ma ora si è ottenuto per la prima volta lo statuto di linea aerea nel Paese.
Questo perché la compagnia ha dimostrato che ricorrendo ai droni ci sono meno rischi per i pedoni, rispetto alle consegne tradizionali con macchina, camion o furgoni; lo statuto di linea aerea la assoggetta alle regolamentazioni vigenti per i voli charter, consentendogli viaggi su lunghe distanze, e aprendo di conseguenza la strada ad autorizzazioni per altre società del comparto.

L’ulteriore novità Oltreoceano riguarda The Kroger, la più grande catena di drogheria statunitense, che per alcuni punti vendita in Texas ha fatto partire un servizio di consegne a domicilio con eco-furgoni robot a guida autonoma. Sono dei veicoli elettrici del tutto autonomi, fabbricati dall’azienda specializzata Nuro, dotati di diversi scompartimenti separati tra loro. La merce di ogni singolo acquirente viene caricata e sistemata in un comparto che si apre con una password, fornita al momento dell’acquisto. Il servizio di consegna è disponibile 24 ore su 24, dal lunedì alla domenica.

Queste innovazioni vanno considerate non tanto nella specificità, ma nel grado di innovazione tecnologica di cui si fanno portavoce. In Italia la legislazione in materia di trasporti è differente rispetto a quella degli Usa, così come è diversa la distribuzione della popolazione sul territorio. Centinai di droni che ogni a ogni del giorno affollano i cieli delle città e dei paesini lungo lo Stivale per consegnare pacchi sembra impensabile, ma qualunque soluzione si diffonderà in futuro sarà tecnologica.

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Gli italiani appassionati di vino: un amore che vale 14,3 miliardi di euro

Agli italiani il vino piace, ma lo bevono in modo responsabile. A conquistare i nostri connazionali sono soprattutto il rosso a Napoli, il bianco a Roma e lo sparkling a Milano. Il vino è una sorta di collante tra generazioni che coinvolge quasi 9 cittadini su 10 lungo tutto lo Stivale.

Il quadro emerge dall’indagine Mercato Italia – Gli italiani e il vino, realizzata da Vinitaly con l’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor. Nonostante si beva meno rispetto a vent’anni fa ( – il 26% di volumi) sono aumentati coloro che gustano questa bevanda in modo più responsabile: la media è di 2-4 bicchieri a settimana, consumati soprattutto in casa (67%) in particolare dai baby boomers (55-73 anni, al 93%), ma è rilevante la quota di tutte le generazioni, millennials (18-38 anni), compresi (84%).

Per la maggior parte degli italiani il vino simboleggia tradizione e cultura, al contrario dei superalcolici o della birra. Il rosso è il favorito in tavola, chi lo beve lo fa nella metà dei casi almeno 2-3 volte la settimana, mentre per le altre tipologie il consumo è più sporadico, in particolare nel fuori casa.

A Napoli sono i rossi a predominare nelle preferenze, a Roma si beve molto più vino bianco rispetto alla media italiana, mentre a Milano lo sparkling presenta punte di consumo superiori alla media, così come i rosati nei capoluoghi meneghino e partenopeo.

I consumi però non sono sinonimo di conoscenza approfondita di questa bevanda, considerando che solo un quarto dei consumatori si reputa in grado di riconoscere ciò che sta bevendo. Tra i criteri di scelta prima dell’acquisto spiccano il territorio di produzione, che è più importante della denominazione e del vitigno. Meno peso, invece, è dato a prezzo, brand aziendale, consigli di sommelier e caratteristiche green.

E in futuro? Tra le proposte che secondo i consumatori intervistati diventeranno famose nell’arco di qualche anno ci sono: gli autoctoni (28%), i biologici (19%), i vini veneti, piemontesi, toscani, pugliesi e siciliani e quelli leggeri, facili da bere e da mixare.

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