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Vinitaly 2016, noi di Hermes Italia ci siamo

Solo il meglio a Vinitaly 2016, il salone internazionale dei vini e dei distillati, in scena a Veronafiere dal 10 al 13 aprile. Hermes Italia è presente con lo stand I 4, presso il padiglione F dedicato all’Enolitech, ovvero all’innovazione tecnologica nel doppio mondo del vino e dell’olio.

vinitaly2016_HermesItalia

La kermesse quest’anno è un’edizione speciale, considerando che si celebra il cinquantesimo anniversario della manifestazione enologica, una tra le più famose sia a livello nazionale sia internazionale. E pensare che nell’anno di nascita, il 1967, Vinitaly – allora aveva il nome Giornate del vino italiano – era solo una due giorni di convegni al palazzo della Gran Guardia, a cui parteciparono un centinaio di persone, tra tecnici, esperti e operatori del settore.
Mezzo secolo dopo i numeri sono diversi: 4100 gli espositori presenti e circa 1000 i bayer provenienti da 30 Paesi. Quanto ai visitatori, data l’affluenza numerosa dei primi giorni, si stimano oltre 150mila visitatori professionali.

Tra i trend finora emersi al Vinitaly 2016 spiccano dati significativi sul mercato enologico nazionale:

  • gli italiani sono amanti del vino, ma il consumo è contenuto (lo scorso anno è stato di 37 litri pro capite);
  • le 310mila aziende vitivinicole nazionali contribuiscono al 43,5% del fatturato complessivo dell’intero settore, pari a 12,4 miliardi di euro;
  • le vendite online crescono, tuttavia i volumi sono ridotti, secondo alcune stime si parla di una quota dello 0,2% sulle vendite totali (con un giro d’affari di poche decine di euro), a titolo di paragone, in Francia si raggiunge il 5,6%, mentre in Inghilterra il 6,8%.

Hermes Italia, grazie alla propria organizzazione, capillare e specializzata nei servizi di distribuzione nel comparto B2C, offre un servizio di qualità anche per chi commercializza il vino, ricorrendo anche all’innovazione tecnologica. “Gli smartphone – commenta l’Ing. Murante, Amministratore Delegato di Hermes Italia – permettono agli incaricati dei servizi di consegna e ritiro merci, di acquisire e trasmettere lo stato di avanzamento delle attività in modalità real time. La trasmissione dei dati è istantanea e fluisce dallo smartphone al server. I clienti ed i destinatari possono, quindi, disporre di informazioni di tracciatura (track&trace) dettagliate, anche grazie alle web application sviluppate per ottimizzare e controllare ogni fase del processo distributivo.
Nello specifico: oltre alla sequenza degli Stati di avanzamento del servizio richiesto, potra’ essere acquisita l’immagine della firma di clienti mittenti e dei destinatari, come pure sarà possibile la geo-referenziazione dei servizi eseguiti”.

Vi aspettiamo al nostro stand!

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Vino naturale: il settore cresce, ma con qualche ombra

Il settore del vino biologico è in forte crescita: secondi i dati emersi durante la manifestazione di Vinitaly 2014, conta in Italia 57mila ettari (pari al 6-7% del vigneto nazionale), una produzione di 502 milioni di litri e realizza, oltre confine, l’82% del proprio fatturato.

Le vendite del vino bio nella GDO italiana sono aumentate del 4% con un giro d’affari che ha tagliato il traguardo di quota 5 milioni di euro.

vino naturale

Eppure, davanti agli scaffali di vino, sono in molti a trovarsi disorientati leggendo sulle etichette scritte come vino naturale, vino biologico, vino senza additivi e così via.

Il problema è da anni sulla bocca degli operatori del settore vinicolo. Di fatto, solo per il vino bio c’è una normativa di riferimento (regolamento Ue 203/2012), che fissa quando si può scrivere sulle etichette vino biologico.

Per quello naturale, invece, i produttori non hanno un disciplinare di produzione stabilito per legge, così sono costretti a rifarsi a delle autocertificazioni che attestano il rispetto, ad esempio, della riduzione della dipendenza del vigneto da rame e da zolfo, del seguire particolari tecniche di vinificazione e maturazione dei vini, della completa assenza di pesticidi e così via.

Una buona notizia c’è: il Ministero delle politiche agricole si è reso disponibile a individuare un percorso di certificazione anche per questi vini non bio. Attendiamo fiduciosi, visto che l’universo naturale che circonda il vino sta andando a gonfie vele e deve essere nell’interesse di tutti garantirlo.

Noi di Hermes Italia siamo lieti di fare da ponte tra produttori vinicoli e consumatori trasportando bottiglie di vino di qualità, in cui è contenuta la saggezza di questo antico settore.

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Vino, cosa piace alle donne e cosa agli uomini

I vini rossi invecchiati e i bianchi secchi mettono d’accordo uomini e donne, tuttavia le strade si dividono davanti a un bicchiere di prosecco o a un rosso da tavola: ciò cemerge da una recente indagine di Vinitaly, il salone Internazionale del vino e dei distillati, kermesse a cui noi di Hermes Italia non perdiamo occasione di partecipare, considerando che sosteniamo le realtà vitivinicole con prodotti e servizi pensati apposta per loro.

vino donne

I giovani (soprattutto le ragazze) virano sui vini bianchi leggerei e aromatici, mentre i più adulti (in prevalenza uomini) tendono a prediligere i bianchi piuttosto strutturati oltre che invecchiati.
Nello specifico, come mette in evidenza la ricerca, l’inclinazione per la bollicina da parte delle wine lover italiane è da collegare al consumo femminile più mondano e legato alla convivialità rispetto a quello maschile.

Il momento di maggiore consumo? Per tutti è la cena (72% per gli uomini e circa 70% per le donne), ma con alcune differenze in base all’età. Alla diminuzione di frequenza nelle fasce più alte corrisponde un aumento di chi dichiara di bere vino più spesso a pranzo sia tra i signori sia tra le signore. Infine, il punto di rottura generazionale è legato al tempo sociale e al luogo di consumo di vino che fra i giovani è concentrato nel weekend e fuori casa, mentre nei più adulti in casa e durante le settimana.

Questi i trend più curiosi sul vino, mentre se volete spedirlo date uno sguardo al nostro sito web!

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L’effetto lungo della crisi fa calare gli scambi mondiali di vino

Gli scambi mondiali di vino hanno rallentato la corsa nel quinquennio 2008-2013. Il totale export, seppur in crescita del 5% nel 2013 rispetto al 2012, mostra ancora segnali di stanchezza rispetto al periodo pre-crisi.

vino

Se tra il 2004 e il 2008 la performance cumulata misurata era stata del +11%, dal 2009 – anno di vero inizio crisi per il settore – al 2013 la crescita si appiattisce a un +8% scarso. Segno che il settore fa fatica a ritrovare i ritmi che lo avevano contraddistinto prima dello scoppio della bolla internazionale.

Sono questi i principali dati che emergono dall’analisi degli scambi mondiali effettuata dal Corriere Vinicolo, organo di informazione dell’Unione italiana vini, attraverso Wine by Numbers, magazine digitale che analizza le performance dei principali Paesi importatori ed esportatori di vino nel periodo 2008-13, suddivise per tipologie di prodotto (spumanti, vini confezionati e sfusi).

A essere coinvolte in questo trend di marcia indietro sono soprattutto due tipologie. Nello specifico, i confezionati (fermi e frizzanti) passano da un +10% del cumulato al 2008 a un +7% del dopo crisi. Mentre, gli spumanti subiscono un drastico ridimensionamento delle spedizioni di champagne, arrivando a quasi dimezzare tutta la crescita cumulata fino al 2008, pari a +15%, e finendo con un bilancio post-crisi del +9%. Non si salvano nemmeno gli sfusi, pur “drogati” da un anno, il 2013, che ha visto schizzare alle stelle le quotazioni dei prodotti europei, sono solo due i punti percentuali di diminuzione di bilancio tra i due periodi.

Limitando l’analisi al segmento dei vini confezionati, esclusi gli spumanti, si nota che la tendenza al ridimensionamento della crescita valoriale coinvolge tutti i maggiori supplier, eccezion fatta per gli Stati Uniti, che passano da un +3% del pre-crisi a un +18% del post-crisi.

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Il Vino trascina l’export!

Le aziende nostrane produttrici di vino all’estero sono il vanto del “made in Italy”, e Hermes Italia è da sempre vicino a queste realtà con servizi e prodotti pensati appositamente per loro.

export vino

É degli ultimi giorni l’ottima notizia sull’esportazione di vino Italiano che raggiungerà la soglia record di 5 miliardi di euro nel 2013, e Hermes Italia si sente co-protagonista di questo successo! A fare da traino per l’export del settore gli spumanti e il Prosecco, mentre i Paesi da cui arrivano più richieste dell’eccellenza vinicola italica sono gli Stati Uniti (dove apprezzano molto il Chianti, il Brunello di Montalcino, il Pinot Grigio, il Barolo e il Prosecco),  la Germania (che ha un debole per l’Amarone della Valpolicella, il Collio e il Prosecco), la Russia (grande stimatrice di Chianti, Barolo, Asti e Moscato d’Asti) e l’Australia.

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