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Ecommerce, cambiano le regole

Maggiori garanzie, più trasparenza e più tempo per ripensare agli acquisti: sono questi gli elementi di novità introdotti in materia di e-commerce dallo scorso giugno. Regole che l’Italia ha dovuto mettere in campo per adeguarsi alla direttiva comunitaria sui diritti dei consumatori.

ecommerce

Cosa cambia

L’acquirente digitale, se non soddisfatto, ha più tempo a disposizione per restituire la merce: 14 giorni, a partire dal momento in cui riceve l’ordine, contro i tradizionali 10. Il negoziante, invece, è obbligato nei 14 giorni successivi al ricevimento dell’informativa a restituire la somma (mentre prima del 13 giugno aveva un mese a disposizione).

Un altro cambio di rotta a tutela del consumatore è la maggiore trasparenza delle spese. Chi vende è obbligato a dichiarare i costi che l’acquirente dovrà sostenere in caso di restituzione della merce. E se le spese non sono state chiarite in anticipo, i costi di restituzione saranno a carico del merchant.

Chiarezza anche per quanto riguarda la descrizione dei beni e servizi, del prezzo del bene, delle diverse modalità di pagamento. Informazioni che se dovessero mancare danno un potere immediato di rivalsa al consumatore. L’ecommerce, oggi più che mai, naviga nel mare della trasparenza.

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Nessuno stop per la crescita dell’e-commerce in Italia

L’e-commerce lungo lo Stivale, grazie all’incremento di vendite di tablet e smartphone che ha contribuito ad aumentare la familiarità degli italiani con la tecnologia, è in forte crescita; ha fatto registrare dall’inizio del 2014 un incremento del 17%, per un fatturato stimato intorno ai 13,2 miliardi di euro. E non è poco, in tempi di profondo rosso a causa della crisi economica.

ecommerce mobile

In particolare, è interessante lo sviluppo del commercio su dispositivi mobili: in aumento del 289% rispetto al 2013, con introiti stimati per 1 miliardo di euro. Pur restando ancora al di sotto della media europea, le vendite in rete stanno progressivamente aumentando nel nostro paese.

Nell’anno in corso, la penetrazione dell’e-commerce sul totale del mercato è passata dal 3% al 3,6%, una variazione che può sembrare insignificante, ma che assume un grande valore se inserita nel generale contesto di stallo dei consumi, se non addirittura di contrazione. (Fonte BitMat)

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E-commerce: cresce in Italia l’uso da smartphone di siti e app del Retail

Lungo lo Stivale l’e-commerce cresce grazie all’aumento dell’audience mobile. Secondo una recente rilevazione di comScore Mobile Advisor Study, nell’ultimo trimestre del 2013 si contano ben 48 milioni di utenti, di cui il 64,1% utilizza smartphone, in altre parole un più 23,5% rispetto al 2012.

navigare da smartphone

Il report mette in evidenza che gli utenti non si fanno spaventare dal mare in tempesta dovuto alla crisi economica. Anzi, sono aumentati di circa due milioni nell’ultimo anno e, nello specifico, amano navigare nei siti e utilizzare le app della categoria Retail, che non a caso si piazzano tra i più popolari – visitati dal 23,8% di utenti smartphone italiani – subito seguiti dai siti e dalle app sulle guide ai prezzi e allo shopping (visitati dal 22,6%).

Un’altra categoria che in rete gode di ottima salute è quella dei servizi di pagamento elettronico e di trasferimento di denaro, consultati dal 21,7% di utenti con smartphone.

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Moda, con il digital si batte la crisi

Se la crisi morde i consumi, il comparto della digital fashion gode di ottima salute: a metterlo nero su bianco è una recente indagine condotta da Human Highway per il Consorzio del commercio elettronico italiano.

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Il 2013, evidenzia il report, è stato roseo con un volume di acquisti elettronici mensili di oltre un miliardo di euro per quasi tutti i mesi dell’anno. E sempre nello stesso periodo è cresciuto di oltre un milione il numero di chi ha comprato almeno un capo di moda.
Nello specifico gli e-shopper si dividono in due principali categorie: 5,1 milioni di acquirenti sporadici con uno o due acquisti per trimestre, e 8,1 milioni di clienti abituali con tre o più beni comprati ogni tre mesi. Sono proprio questi ultimi che guidano la crescita dell’e-commerce nel nostro Paese, generando infatti l’86% del valore totale delle transazioni.

L’indagine ha poi approfondito i comportamenti di chi ha acquistato capi di moda online (via web o via mobile) e di chi ha acquistato in negozi tradizionale, il responso è stato che si preferisce comprare in rete perché il catalogo è più ampio, perché c’è una maggiore convenienza e perché si trova sempre quel che si cerca senza ostacoli di taglie e colori!

Noi di Hermes Italia crediamo nell’ecommerce e ci rallegra sapere che il settore moda sta diventando sempre più presente nel comparto digital.

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Il futuro dell’e-commerce è oltre frontiera

Una recente ricerca di Deloitte commissionata da eBay conferma che il 15% dei cittadini europei nel 2013 ha fatto acquisti online da un Paese straniero. Il network di Hermes, presente nei maggiori mercati europei, ha piena consapevolezza di questo trend destinato a crescere già nel corso di quest’anno.

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La ricerca sottolinea come i mercati più forti sul fronte del commercio transfrontaliero siano la Germania (con il 27% delle vendite dall’estero), il Regno Unito (con il 4%) e la Francia (con il 14%) seguiti poi dall’Italia, mercati proprio dove Hermes è presente capillarmente!

Quanto al Belpaese i punti di forza sono la moda e i settori casa e arredamento, aree dove le vendite attraverso i canali “non-store” generano rispettivamente 1.5 e 0.6 miliardi di euro. Non a caso varie aziende straniere che vendono in Italia dall’estero, hanno incrementato i loro fatturati grazie all’e-commerce.

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