Archive for Mondo Hermes

I vini più cercati online

Tra le cento etichette di vini più conosciuti e richiesti online, l’Italia compare solo con sei referenze, purtroppo non nella top ten. A rivelarlo è la Top 100 Most ‘Searched-For’ Wines del gettonatissimo sito americano Wine-Searcher.com, che analizza più di un milione di ricerche al giorno.

vino

L’immagine del Belpaese che emerge dalla classifica mensile del cliccato sito web enologico di Oltreoceano non è delle migliori, poiché ci siamo ma non eccelliamo; il tricolore è largamente sorpassato dai cugini francesi. Di mese in mese le posizioni delle etichette cambiano di poco, però le cantine vincenti sono più o meno le stesse.

A titolo di esempio, durante il mese di ottobre l’Italia ha come posizione più alta la 15esima con il Sassicaia di Tenuta San Guido (Toscana). Primi in assoluto, invece, sono i vini francesi (a iniziare dallo Chateau Lafite Rothschild), eccezion fatta per uno statunitense. Proseguendo con la parte italiana arriviamo al numero 23 con il Masseto, al 32 con il Tignanello di Marchesi Antinori, cui seguono l’Ornellaia Bolgheri Superiore (39) e il Solaia Marchesi Antinori (40), tutti toscani. L’unico a variare con l’origine regionale di provenienza è il Barolo Docg Riserva Giacomo Conterno, piemontese.

Quelli appena citati sono tutti vini eccellenti, ma con un prezzo di fascia medio/alta. Il trend non migliora nelle fasce popolari (dai 10 ai 20 dollari), considerando che le produzioni italiane vengono superate da vini cileni, spagnoli, australiani, austriaci e sudafricani, come evidenzia la classifica la The Top 10 Best Value Wines in the word, dello stesso sito web. Entro i 10 dollari, infatti, compare solo un italiano, il Carignano del Sulcis rosso della Cantina di Santadi, mentre ce ne sono ben quattro australiani. Situazione simile nella fascia che comprende i vini da 20 dollari: per il Belpaese compare il Montepulciano d’Abruzzo Villa Medoro Rosso del Duca, mentre ce ne sono ben tre di provenienza sudafricana e uno neo zelandese, rigorosamente prima di noi.

Che cosa frena i potenziali acquirenti del vino tricolore? Noi di Hermes Italia, attivi nel trasporto di vino, ci auguriamo un’inversione di tendenza nell’immediato futuro, perché il vino italiano è buono, genuino e con una lunga tradizione alle spalle che non tutti possono vantare.

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Hermes: “Noi ci siamo” alla 26° Campagna nazionale qualità e innovazione

Anche quest’anno Hermes partecipa alla Campagna nazionale qualità e innovazione, promossa dal Gruppo Galgano e patrocinata dalle più alte Istituzioni, un’iniziativa di comunicazione condivisa, unica nel suo genere in Italia.

Campagna nazionale qualità e innovazioneL’evento ha l’obiettivo di promuovere cultura e ruolo strategico della comunicazione a beneficio del Paese e delle aziende. Nella comunicazione d’impresa la qualità, elemento base dello stile gestionale di un’impresa, e l’innovazione, intesa come ricerca continua del fare le cose sempre meglio di come siano mai state fatte prima, sono l’unica strada verso l’eccellenza.

Comunicare con qualità e innovazione è importante e Hermes Italia, anche quest’anno, partecipa a questa kermesse condividendone i valori e i fini: il nostro bog è infatti in linea con i contenuti della manifestazione e se ne fa portavoce.

La Comunicazione è cultura e nel caso di Qualità e innovazione significa “fare bene e farlo sapere”.

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Vino naturale: il settore cresce, ma con qualche ombra

Il settore del vino biologico è in forte crescita: secondi i dati emersi durante la manifestazione di Vinitaly 2014, conta in Italia 57mila ettari (pari al 6-7% del vigneto nazionale), una produzione di 502 milioni di litri e realizza, oltre confine, l’82% del proprio fatturato.

Le vendite del vino bio nella GDO italiana sono aumentate del 4% con un giro d’affari che ha tagliato il traguardo di quota 5 milioni di euro.

vino naturale

Eppure, davanti agli scaffali di vino, sono in molti a trovarsi disorientati leggendo sulle etichette scritte come vino naturale, vino biologico, vino senza additivi e così via.

Il problema è da anni sulla bocca degli operatori del settore vinicolo. Di fatto, solo per il vino bio c’è una normativa di riferimento (regolamento Ue 203/2012), che fissa quando si può scrivere sulle etichette vino biologico.

Per quello naturale, invece, i produttori non hanno un disciplinare di produzione stabilito per legge, così sono costretti a rifarsi a delle autocertificazioni che attestano il rispetto, ad esempio, della riduzione della dipendenza del vigneto da rame e da zolfo, del seguire particolari tecniche di vinificazione e maturazione dei vini, della completa assenza di pesticidi e così via.

Una buona notizia c’è: il Ministero delle politiche agricole si è reso disponibile a individuare un percorso di certificazione anche per questi vini non bio. Attendiamo fiduciosi, visto che l’universo naturale che circonda il vino sta andando a gonfie vele e deve essere nell’interesse di tutti garantirlo.

Noi di Hermes Italia siamo lieti di fare da ponte tra produttori vinicoli e consumatori trasportando bottiglie di vino di qualità, in cui è contenuta la saggezza di questo antico settore.

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Nessuno stop per la crescita dell’e-commerce in Italia

L’e-commerce lungo lo Stivale, grazie all’incremento di vendite di tablet e smartphone che ha contribuito ad aumentare la familiarità degli italiani con la tecnologia, è in forte crescita; ha fatto registrare dall’inizio del 2014 un incremento del 17%, per un fatturato stimato intorno ai 13,2 miliardi di euro. E non è poco, in tempi di profondo rosso a causa della crisi economica.

ecommerce mobile

In particolare, è interessante lo sviluppo del commercio su dispositivi mobili: in aumento del 289% rispetto al 2013, con introiti stimati per 1 miliardo di euro. Pur restando ancora al di sotto della media europea, le vendite in rete stanno progressivamente aumentando nel nostro paese.

Nell’anno in corso, la penetrazione dell’e-commerce sul totale del mercato è passata dal 3% al 3,6%, una variazione che può sembrare insignificante, ma che assume un grande valore se inserita nel generale contesto di stallo dei consumi, se non addirittura di contrazione. (Fonte BitMat)

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L’effetto lungo della crisi fa calare gli scambi mondiali di vino

Gli scambi mondiali di vino hanno rallentato la corsa nel quinquennio 2008-2013. Il totale export, seppur in crescita del 5% nel 2013 rispetto al 2012, mostra ancora segnali di stanchezza rispetto al periodo pre-crisi.

vino

Se tra il 2004 e il 2008 la performance cumulata misurata era stata del +11%, dal 2009 – anno di vero inizio crisi per il settore – al 2013 la crescita si appiattisce a un +8% scarso. Segno che il settore fa fatica a ritrovare i ritmi che lo avevano contraddistinto prima dello scoppio della bolla internazionale.

Sono questi i principali dati che emergono dall’analisi degli scambi mondiali effettuata dal Corriere Vinicolo, organo di informazione dell’Unione italiana vini, attraverso Wine by Numbers, magazine digitale che analizza le performance dei principali Paesi importatori ed esportatori di vino nel periodo 2008-13, suddivise per tipologie di prodotto (spumanti, vini confezionati e sfusi).

A essere coinvolte in questo trend di marcia indietro sono soprattutto due tipologie. Nello specifico, i confezionati (fermi e frizzanti) passano da un +10% del cumulato al 2008 a un +7% del dopo crisi. Mentre, gli spumanti subiscono un drastico ridimensionamento delle spedizioni di champagne, arrivando a quasi dimezzare tutta la crescita cumulata fino al 2008, pari a +15%, e finendo con un bilancio post-crisi del +9%. Non si salvano nemmeno gli sfusi, pur “drogati” da un anno, il 2013, che ha visto schizzare alle stelle le quotazioni dei prodotti europei, sono solo due i punti percentuali di diminuzione di bilancio tra i due periodi.

Limitando l’analisi al segmento dei vini confezionati, esclusi gli spumanti, si nota che la tendenza al ridimensionamento della crescita valoriale coinvolge tutti i maggiori supplier, eccezion fatta per gli Stati Uniti, che passano da un +3% del pre-crisi a un +18% del post-crisi.

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