Archive for E-commerce

E-commerce: piace agli italiani, non al “made in Italy”

La buona notizia è che l’e-commerce non conosce crisi, la cattiva che il 70% dei prodotti viene acquistato su piattaforme straniere. E l’Italia rimane indietro.

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Il commercio elettronico conquista sempre più i consumatori italiani: 13 miliardi di acquisti in crescita, anche se i numeri dei concorrenti europei (in particolare Francia, Germania e Gran Bretagna) superano quota 80 miliardi. Nonostante il fenomeno sia in crescita, le nostre aziende sono in ritardo. I 16 milioni di connazionali che hanno acquistato online hanno infatti optato per i grandi gruppi americani – a partire da Amazon -.
Secondo un’indagine di Netcomm, consorzio del commercio elettronico italiano, i giganti internazionali pesano per il 54% delle vendite, un numero che oltrepassa il 70% se si considerano solo i prodotti e non i servizi (dalle assicurazioni al turismo).

«Abbiamo un problema culturale, di visione: le imprese che vendono online sono solo il 4% del totale, e l’accesso alla banda larga rimane carente», commenta Roberto Liscia, il presidente di Netcomm. Ma l’ottimismo prevale: «C’è un nuovo tipo di cliente, il “superconsumatore” col pieno controllo del processo di acquisto. Compra online e usa internet per fare acquisti tradizionali e consapevoli».

Insomma: gli italiani sono pronti per l’e-commerce… ora tocca alle aziende italiane e Hermes è a disposizione!

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Continua a crescere l’e-commerce del b2c in Italia: bene export e settore vitivinicolo

Non si ferma la crescita dell’e-commerce b2c in Italia: +17% è il dato che caratterizza le vendite da siti italiani (verso consumatori italiani e stranieri), per un valore complessivo di 13,3 miliardi di euro, e +16%, invece, è il dato per gli acquisti dei clienti italiani (da siti italiani e da siti stranieri), per un valore totale di 14,6 miliardi di euro.

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È quanto emerge dallo studio dell’Osservatorio eCommerce b2c promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, il Consorzio del commercio elettronico italiano, che rileva un sempre maggiore protagonismo del mobile commerce.

L’export dell’e-commerce b2c italiano cresce del 24% e supera i 2,5 miliardi di euro, con le esportazioni che valgono un quinto delle vendite da siti italiani.
Nel 2014 inizia a essere importante anche il contributo di alcuni comparti, finora poco significativi, ma con un potenziale online notevole e su cui Hermes Italia ha puntato: in primis segnaliamo il Food&Wine, che nel 2014 vale oltre 200 milioni di euro, in crescita del 30%.

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Cresce il mercato online: in Italia 21 milioni di persone acquistano su internet

Un mercato sempre più in crescita e una possibilità di sviluppo per chi da sempre ha creduto nell’e-commerce, e per chi come Hermes è tra i leader europei in logistica e in distribuzione.

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Il numero degli italiani che acquista online, almeno in un’occasione, sta diventando rilevante: 21 milioni in totale, mentre sono più di 16 milioni coloro che lo hanno fatto negli ultimi tre mesi.

Gli eshopper abituali, che comprano su base mensile, a maggio 2014 sono arrivati a 10 milioni, con una crescita di oltre il 26% nell’ultimo anno. Sono questi alcuni dei dati che emergono nel report “Net Retail – Il ruolo del digitale negli acquisti degli italiani”, realizzata da Netcomm con il supporto di Human Highway e in partnership con Banzai, Postecom e QVC.

Lo scorso anno il valore degli acquisti online ha superato i 14 miliardi di euro, nonostante la crisi generale dei consumi, su un totale di vendite retail di circa 700 miliardi. E non è tutto. Si stima, infatti, che raggiungerà i 18 miliardi entro la fine dell’anno.

Quali sono le tipologie di acquisto? Negli ultimi sei mesi il 77,9% degli acquirenti online ha utilizzato il sito web del venditore e, tra gli oltre 16 milioni di eshopper dell’ultimo trimestre, si rileva che il 16,4 e il 10 per cento ha fatto almeno un acquisto utilizzando, rispettivamente, un’app su smartphone e una su tablet.

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Spedizioni con i droni: ecco tutte le novità

La sfida in corso nel campo dell’e-commerce è la consegna pacchi con i droni: Google e Amazon sembrano i primi della classe con scenari poco futuristici e molto attuali.

DRONI
L’uscita allo scoperto c’è a dicembre scorso quando Jeff Bezos, ceo di Amazon, annuncia in tv la messa a punto di un sistema di consegne attraverso ottocotteri, cioè droni in grado di distribuire in poco meno di 30 minuti pacchetti leggeri su una distanza di 16 chilometri, il tutto entro un’operatività effettiva di 4-5 anni.

Mentre Amazon testa i droni nel suo laboratorio di ricerca e sviluppo a Seattle, Google non resta a guardare. Il gigante di Mountain View lavora a un progetto simile, più o meno in sordina, e di recente annuncia di aver sperimentato un servizio di consegna con il drone. Si chiama Project Wing e ha all’attivo 30 voli effettuati ad agosto per consegnare caramelle, acqua, medicine e cibo per cani a due contadini nel Queensland, in Australia.

Quali prospettive si prevedono? La Bi Intelligence, società di ricerca statunitense, usa numeri per quantificare il futuro. Come segnala il Corriere delle comunicazioni, nei prossimi anni aumenterà l’utilizzo commerciale di questi velivoli a pilotaggio remoto, in particolare saranno sempre più usati nel commercio, tanto che il 12% dei 98 miliardi di dollari stimati in spese complessive per droni aerei nei prossimi dieci anni sarà destinato a scopi commerciali.

Noi di Hermes guardiamo con professionale curiosità all’espansione di questo settore. Continuate a seguirci per aggiornamenti sulle prossime novità!

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Ecommerce, cambiano le regole

Maggiori garanzie, più trasparenza e più tempo per ripensare agli acquisti: sono questi gli elementi di novità introdotti in materia di e-commerce dallo scorso giugno. Regole che l’Italia ha dovuto mettere in campo per adeguarsi alla direttiva comunitaria sui diritti dei consumatori.

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Cosa cambia

L’acquirente digitale, se non soddisfatto, ha più tempo a disposizione per restituire la merce: 14 giorni, a partire dal momento in cui riceve l’ordine, contro i tradizionali 10. Il negoziante, invece, è obbligato nei 14 giorni successivi al ricevimento dell’informativa a restituire la somma (mentre prima del 13 giugno aveva un mese a disposizione).

Un altro cambio di rotta a tutela del consumatore è la maggiore trasparenza delle spese. Chi vende è obbligato a dichiarare i costi che l’acquirente dovrà sostenere in caso di restituzione della merce. E se le spese non sono state chiarite in anticipo, i costi di restituzione saranno a carico del merchant.

Chiarezza anche per quanto riguarda la descrizione dei beni e servizi, del prezzo del bene, delle diverse modalità di pagamento. Informazioni che se dovessero mancare danno un potere immediato di rivalsa al consumatore. L’ecommerce, oggi più che mai, naviga nel mare della trasparenza.

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